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Iran, chiuso lo Stretto di Hormuz: stop totale al traffico “fino a nuovo ordine”

by MQMariateresa Quattrone
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Stretto di Hormuz

L’Iran ha annunciato la chiusura totale dello Stretto di Hormuz “fino a nuovo ordine”, una decisione comunicata dall’autorità marittima iraniana in un messaggio diffuso sui social. Teheran motiva il provvedimento con le crescenti tensioni nella regione, attribuite alle “forze americane di invasione” e agli attacchi statunitensi condotti nelle ultime ore contro obiettivi militari iraniani. L’agenzia marittima ha invitato tutte le imbarcazioni che avevano già ottenuto i permessi di transito a “mantenere la calma e attendere ulteriori indicazioni”, confermando la sospensione del traffico marittimo in uno dei passaggi più strategici al mondo.

La chiusura arriva in un contesto di forte escalation militare: gli Stati Uniti hanno lanciato nuovi raid contro infrastrutture iraniane, mentre Teheran rivendica attacchi contro basi americane in Kuwait, Bahrein e Giordania. In parallelo, fonti locali segnalano esplosioni nelle province meridionali iraniane di Bandar Abbas, Sirik, Minab e Qeshm, con l’attivazione dei sistemi di difesa aerea in diverse aree del Paese.

Secondo le autorità iraniane, qualsiasi nave che tenterà di attraversare lo stretto potrà essere considerata un bersaglio, un avvertimento che sottolinea la gravità della situazione e il rischio di un ulteriore deterioramento della sicurezza marittima nel Golfo. Alcune fonti militari iraniane hanno inoltre riferito di aver colpito due imbarcazioni che avrebbero tentato di forzare il blocco, anche se al momento non sono disponibili dettagli indipendenti sulla natura delle navi coinvolte.

Lo Stretto di Hormuz è un snodo vitale per il commercio energetico globale: attraverso questo corridoio transita una quota significativa delle esportazioni mondiali di petrolio e gas naturale liquefatto provenienti dai Paesi del Golfo. La chiusura totale del passaggio rischia quindi di avere ripercussioni immediate sui mercati energetici, già in tensione dopo i recenti sviluppi militari. In effetti, i prezzi del greggio hanno registrato nuovi rialzi, alimentati dal timore di interruzioni nelle forniture e da un possibile allargamento del conflitto.

Nonostante l’escalation, alcuni canali diplomatici tra Washington e Teheran risultano ancora attivi, secondo quanto riferito da media internazionali. Tuttavia, la decisione iraniana segna un nuovo punto di svolta nella crisi, con potenziali conseguenze geopolitiche che vanno ben oltre il Medio Oriente.

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