L’ingresso di SpaceX a Wall Street segna una giornata destinata a rimanere negli annali della finanza globale. Alle 15.30 italiane (9.30 a New York), con l’apertura degli scambi al Nasdaq, l’azienda aerospaziale di Elon Musk ha fatto il suo debutto in Borsa con una valutazione che sfiora i 1.800 miliardi di dollari. Un livello mai raggiunto da una società al momento dell’Ipo e sufficiente a proiettare Musk oltre la soglia dei 1.000 miliardi di patrimonio personale, rendendolo il primo “triliardario” della storia.
Alla Starbase di SpaceX, in Texas, Musk ha accolto l’esordio con toni quasi increduli: «Pensavo che l’azienda avrebbe fallito. Le davo meno del 10% di possibilità», ha detto ai dipendenti, accolto da un lungo applauso. «Se non ci prova qualcuno, se non entra un nuovo attore nel settore spaziale, non diventeremo mai una civiltà davvero proiettata oltre la Terra».
La quotazione è stata preparata con una raccolta di 75 miliardi di dollari, fissando il prezzo iniziale a 135 dollari per azione e collocando 556 milioni di titoli. Gli analisti parlano della più grande Ipo mai realizzata, spinta da un entusiasmo che negli ultimi giorni ha contribuito anche alla flessione del Nasdaq: molti trader avrebbero liquidato posizioni per accumulare liquidità da reinvestire proprio su SpaceX.
Il sentiment è confermato dal futures perpetuo sul titolo, già scambiato a 175 dollari, ben oltre il prezzo fissato dall’azienda. Nonostante la valutazione monstre, SpaceX continua a chiudere i bilanci in rosso: 4,9 miliardi di perdite nel 2025 e quasi altrettanti nel primo trimestre 2026. Ma per gli investitori il valore dell’azienda non risiede nei conti attuali, bensì nella capacità di aprire frontiere tecnologiche e industriali senza precedenti.
Tra i progetti più ambiziosi c’è il maxi‑investimento nell’intelligenza artificiale: 7,7 miliardi nel primo trimestre 2026, che si sommano ai 12,7 miliardi dell’ultimo anno. Musk sta inoltre valutando di spostare in orbita parte dei data center, sfruttando energia solare e raffreddamento naturale per ridurre l’impatto ambientale e i costi operativi.
L’ingresso in Borsa non riduce il controllo del fondatore. Pur detenendo meno della metà delle azioni, Musk mantiene l’85% dei diritti di voto, blindando la governance: non può essere rimosso dal CdA e le sue decisioni non possono essere annullate o rinviate. Secondo le ultime stime Reuters, tra SpaceX e Tesla il patrimonio netto dell’imprenditore supera i 1.100 miliardi di dollari. O, per usare il termine destinato a entrare nel lessico finanziario, 1,1 triliardi.