Nuova tensione diplomatica dopo il vertice del G7 a Evian. Il Cremlino ha accusato i leader europei di aver “inondato di idee inutili, se non dannose” il presidente statunitense Donald Trump. A dichiararlo è Yuri Ushakov, consigliere presidenziale russo, che ha puntato il dito contro la posizione europea sul conflitto in Ucraina.
Secondo Ushakov, i Paesi dell’Unione Europea avrebbero insistito sulla necessità di mantenere alta la pressione su Mosca e di proseguire il sostegno militare a Kyiv, basandosi — a suo dire — su una “premessa completamente errata”: l’idea che la situazione sul campo stia cambiando a favore dell’Ucraina. Una lettura che la Russia respinge, continuando a sostenere che le forze ucraine non avrebbero ottenuto progressi significativi.
Le parole di Ushakov si inseriscono in un quadro internazionale già segnato da fratture profonde. L’UE, nelle sue dichiarazioni ufficiali, ribadisce che il sostegno a Kyiv è indispensabile per la stabilità europea e che la Russia porta la responsabilità dell’aggressione. Organismi indipendenti, come l’ISW (Institute for the Study of War), descrivono un fronte dinamico, con avanzamenti limitati e alterni da entrambe le parti, senza confermare la narrativa russa di un presunto collasso ucraino.
Il G7 ha riaffermato la linea comune: sostegno politico, economico e militare all’Ucraina e pressione diplomatica su Mosca. Le accuse del Cremlino, tuttavia, mostrano quanto il confronto narrativo resti centrale nella strategia russa.
Ga.Ia.