La Commissione europea ha avviato procedure di infrazione contro tutti i 27 Stati membri dell’Unione per il mancato recepimento completo della direttiva sulla prestazione energetica nell’edilizia, la cosiddetta “case green”.
Bruxelles ha inviato lettere di costituzione in mora dopo la scadenza del 29 maggio 2026, termine entro il quale i Paesi UE dovevano notificare il recepimento nazionale delle disposizioni principali della direttiva approvata nel 2024. Rimane ancora in sospeso, per alcuni ordinamenti, l’obbligo di recepire entro il 1° gennaio 2025 il divieto di incentivi pubblici per l’installazione di caldaie a combustione fossile.
Gli Stati hanno ora due mesi di tempo per rispondere alle contestazioni della Commissione. In caso di risposte insoddisfacenti o di mancata regolarizzazione, l’esecutivo UE potrà aprire la fase successiva della procedura, che può portare a sanzioni economiche.
La direttiva “case green” è uno dei pilastri del pacchetto Fit for 55 e punta a ridurre drasticamente le emissioni del settore edilizio, che in Europa rappresenta una quota significativa dei consumi energetici e delle emissioni di gas serra. Tra le misure chiave ci sono obiettivi di efficientamento per gli edifici residenziali e non residenziali, l’azzeramento delle emissioni per le nuove costruzioni e la progressiva eliminazione dei sistemi di riscaldamento più inquinanti.
Il fatto che tutti i 27 Paesi siano finiti sotto procedura evidenzia le difficoltà di coordinamento tra livello europeo e legislazioni nazionali, soprattutto su temi che toccano da vicino famiglie, proprietari di immobili e mercati delle ristrutturazioni.
Federica Romeo