Serata di alta tensione nel centro di Bologna, dove una manifestazione nata come momento di raccoglimento si è trasformata in scontro tra una parte dei partecipanti e le forze dell’ordine. Il corteo era stato organizzato per chiedere verità e giustizia sulla morte di Abderrahim Fakir, il 42enne deceduto durante un intervento di polizia nel quartiere Pilastro.
L’iniziativa, promossa dal Comune e sostenuta dal sindaco Matteo Lepore, si era aperta in piazza Nettuno con un presidio senza interventi politici. Tuttavia, al termine, un gruppo di manifestanti — tra cui esponenti di collettivi e pare membri di una comunità marocchina — si è diretto verso la zona istituzionale di piazza Roosevelt, dove si trovano Prefettura e Questura.
Qui il clima si è rapidamente deteriorato. Davanti al cordone delle Forze dell’Ordine in assetto antisommossa, sono partiti cori di protesta contro la polizia e contro il cosiddetto “scudo penale”. La situazione è degenerata quando le prime file hanno tentato di avanzare, provocando contatti e successive cariche di contenimento.
Secondo fonti di agenzia, durante gli scontri sarebbero stati lanciati oggetti, tra cui bottiglie e una bomba carta. Alcuni manifestanti avrebbero anche divelto protezioni dai mezzi blindati, utilizzandole contro gli agenti. La risposta delle forze dell’ordine è arrivata con l’uso di manganelli, idranti e lacrimogeni, nel tentativo di disperdere i gruppi più violenti.
Dopo i momenti più critici, una parte dei partecipanti ha dato vita a una protesta silenziosa nei pressi del Comune, sedendosi a terra con una fotografia della vittima, riportando temporaneamente la mobilitazione su un piano simbolico.
Al centro della vicenda resta la morte di Fakir, avvenuta durante un fermo di polizia. Le cause del decesso sono ancora da chiarire e saranno determinanti gli esiti degli accertamenti medico-legali. La Procura ha già acquisito sia filmati amatoriali sia le registrazioni delle bodycam degli agenti coinvolti, elementi che potrebbero risultare cruciali per ricostruire l’accaduto.
E’ difficilmente comprensibile che in un Paese civile vi siano “attacchi” di ogni genere alla Polizia di Stato che opera indiscriminatamente per la sicurezza dei cittadini.
Il clima sociale è continuamente esasperato da certa politica e vilmente strumentalizzato al fine di creare scontro ideologico su ogni cosa.
LL