
foto di GNS
Si apre una nuova fase per la Reggina, segnata dall’ingresso di Claudio Lotito e da un progetto che punta al rilancio strutturale del club.
L’annuncio ufficiale, carico di significato simbolico e politico, è arrivato dalle parole del sindaco Francesco Cannizzaro, visibilmente emozionato nel presentare l’accordo.
«Reggio Calabria merita il grande calcio», ha dichiarato il primo cittadino, sottolineando l’importanza dell’operazione non solo sul piano sportivo ma anche per l’identità e l’immagine della città.
Il coinvolgimento di Lotito viene interpretato come una risposta concreta a una crisi che negli ultimi anni ha allontanato la squadra dai palcoscenici nazionali più rilevanti.
Il nuovo patron ha delineato un approccio pragmatico, fondato su programmazione e sostenibilità. Dopo aver garantito l’iscrizione al campionato e avviato la costruzione dell’organigramma tecnico — con la nomina del direttore sportivo e la scelta imminente dell’allenatore — il focus è ora sulla creazione di una struttura solida e duratura.
Lotito ha ribadito la volontà di riportare la Reggina “nel calcio che conta”, evitando promesse immediate ma puntando su un percorso graduale. Una visione che si inserisce in una strategia più ampia, orientata al medio-lungo termine, con l’obiettivo di superare la dimensione dilettantistica e consolidarsi stabilmente nel calcio professionistico.

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Nel suo intervento, il presidente ha anche riaperto il dibattito sulla multiproprietà, definendone l’abolizione una scelta penalizzante per il sistema calcistico italiano. Secondo Lotito, modelli simili sono diffusi in Europa e potrebbero rappresentare uno strumento utile per attrarre investimenti e garantire sostenibilità economica ai club.
La nuova governance amaranto si trova ora davanti a una sfida complessa: riconquistare la fiducia della tifoseria e tradurre le ambizioni in risultati concreti.
Il progetto è appena iniziato, ma il messaggio è chiaro: riportare la Reggina ai livelli che la sua storia e il suo territorio rivendicano.
Bart Zag