Il petrolio ha aperto in forte ribasso dopo le dichiarazioni del segretario al Tesoro statunitense Scott Bessent, che si è detto fiducioso su una stabilizzazione dei prezzi dell’energia in caso di intesa tra Washington e Teheran sulla riapertura dello Stretto di Hormuz. I future sul West Texas Intermediate cedono il 4,01% a 77,12 dollari al barile.
Bessent ha spiegato di aspettarsi un accordo “oggi o domani” capace di garantire libertà di navigazione alle navi, aggiungendo che nonostante l’incertezza “negli ultimi giorni abbiamo visto diverse navi uscire” dallo Stretto. Il mercato ha reagito subito, con un alleggerimento della tensione geopolitica e un forte movimento sui prezzi del greggio.
Reuters riporta che il calo riflette le nuove speranze di un’intesa diplomatica, mentre gli operatori restano concentrati sui flussi energetici attraverso Hormuz, snodo decisivo per il commercio globale del petrolio. Il messaggio di Bessent ha sostenuto anche l’apertura positiva di Wall Street, segno che i mercati stanno prezzando uno scenario meno conflittuale.
Resta però elevata la volatilità, perché l’eventuale accordo dipenderà dall’effettiva tenuta dei colloqui e dalla possibilità di ripristinare una navigazione sicura nell’area.
Ant Ier