Il fenomeno della tropicalizzazione del Mediterraneo trova un’ennesima e inconfutabile conferma lungo le coste calabresi, dove nelle acque della costa ionica reggina e del tratto della Sibaritide è stata registrata la presenza del pesce scorpione (Pterois miles).
E’ una specie aliena originaria del Mar Rosso e dell’Oceano Indiano giunta attraverso il Canale di Suez. Di solito lo si poteva ammirare negli acquari tropicali più sofisticati, da qualche tempo ormai basta arrivare a Bocale ed immergersi.
L’innalzamento costante delle temperature dei nostri mari ha creato un habitat ideale per questo esemplare dall’aspetto maestoso ed esotico, caratterizzato da sgargianti striature e lunghe pinne pettorali a ventaglio.
Dietro la sua straordinaria bellezza si nasconde tuttavia una potenziale minaccia per la biodiversità locale e per chi frequenta le nostre spiagge o pratica la pesca.
Il pesce scorpione possiede infatti aculei estremamente affilati lungo la pinna dorsale, anale e pelvica, in grado di inoculare un veleno molto potente che causa dolore intenso, gonfiore e nei casi più gravi complicanze sistemiche.
Massima cautela deve essere prestata sia dai subacquei sia dai pescatori in caso di cattura o avvistamento accidentale, ricordando che le tossine rimangono attive fino a 24-48 ore anche dopo la morte dell’animale.
Per quanto riguarda la commestibilità, contrariamente ai dubbi diffusi e alla sua pericolosità al tatto, il pesce scorpione è assolutamente commestibile e vanta anzi carni prelibate e molto apprezzate in gastronomia. E’ necessario però rimuovere le spine velenose, con la dovuta perizia, la sua carne bianca e delicata si prestando benissimo a svariate preparazioni culinarie.
Gli esperti di ISPRA e CNR continuano a monitorarne la diffusione nell’ambito della campagna di sensibilizzazione e tutela “Attenti a quei 4!”, invitando i cittadini a segnalare tempestivamente ogni nuovo avvistamento per comprendere apparente trasformazione dell’ecosistema marino calabrese.
Il pesce scorpione (Pterois miles o Pterois volitans) viene chiamato anche pesce leone (o lionfish in inglese) principalmente per via della sua maestosa e distintiva criniera visiva
Sonia Polimeni