I medici di Ceuta hanno lanciato un allarme per una “catastrofe sanitaria in corso” nell’exclave spagnola, dopo l’arrivo via mare di migliaia di migranti marocchini. Enrique Roviralta, presidente dell’Associazione Medica di Ceuta, ha chiesto alla ministra della Salute spagnola, Mónica García, di visitare urgentemente la città per constatare di persona la gravità della situazione.
Secondo Roviralta, sono già stati segnalati casi di diarrea con febbre e si teme il possibile insorgere di focolai epidemici, tra cui tubercolosi, dissenteria, colera o morbillo. “Ci viene segnalato che ci sono già casi di diarrea con febbre e che potrebbero verificarsi focolai epidemici, che non colpiranno solo chi ne è affetto”, ha dichiarato il presidente dell’Associazione Medica in un’intervista riportata da Europa Press.
Roviralta ha definito “inaccettabile” la mancanza di protocolli sanitari, l’assenza di rinforzi esterni e il fatto che il governo non abbia ancora predisposto un adeguato supporto logistico. “Quello che è inaccettabile è la mancanza di protocolli, la mancanza di rinforzi esterni e il fatto che il Ministero della Salute e il Ministero della Difesa non abbiano ancora predisposto un adeguato supporto logistico per affrontare questa vera e propria catastrofe sanitaria”, ha affermato.
Il sistema sanitario di Ceuta, già descritto come “molto precario”, sta affrontando la crisi con l’aiuto di volontari del Collegio dei Medici. Roviralta ha sottolineato che “non può accadere che la volontà, la vocazione e la dedizione dei medici siano alla base di questa gestione”, chiedendo un intervento immediato delle autorità centrali.
Fonti sanitarie hanno inoltre segnalato che l’ospedale universitario di Ceuta ha assistito, nell’ultima settimana, almeno cinque bambine sotto i 14 anni per presunte aggressioni sessuali, tutte arrivate dal Marocco. Il numero reale potrebbe essere superiore, poiché alcune vittime non hanno sporto denuncia.
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