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Emergenza caldo, la Calabria fa da apripista nel contrasto al maltrattamento con multe salate e sequestri per chi abbandona i cani sotto il sole

Grazie all’ordinanza d'urgenza firmata dal presidente Roberto Occhiuto, la Regione stabilisce parametri rigidi per la tutela dei quattro zampe, introducendo verifiche immediate, sanzioni amministrative elevate e responsabilità penali fino al 30 settembre

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cane chiuso in auto

La Calabria compie un passo decisivo e diventa la prima regione in Italia ad adottare una disciplina uniforme e stringente per proteggere gli animali domestici dalle temperature roventi.

Roberto Occhiuto

foto di GNS

Inserendosi nel principio fondamentale secondo cui il livello di civiltà di una comunità si misura dal modo in cui tratta i più deboli, la nuova ordinanza urgente firmata dal presidente della Regione Roberto Occhiuto, valida con efficacia immediata fino al 30 settembre, introduce un quadro normativo chiaro e senza precedenti sul territorio nazionale.

Il provvedimento vieta tassativamente di detenere cani, gatti o altri animali su balconi, terrazze o cortili privi di ombra e ventilazione nelle ore più calde della giornata, oltre a vietare in modo assoluto di lasciarli all’interno di veicoli in sosta.

Il testo stabilisce inoltre requisiti rigorosi per canili, rifugi e strutture di ricovero, che dovranno garantire ventilazione o climatizzazione adeguata dei box, fornitura costante di acqua fresca e controlli veterinari rafforzati durante le allerte meteo.

Per dare reale sostanza al provvedimento e superare il valore meramente simbolico del buon senso, l’ordinanza introduce un severo sistema sanzionatorio e operativo: la violazione dei divieti di esposizione al sole e di stazionamento nei veicoli comporta infatti sanzioni amministrative pecuniarie per i privati cittadini che vanno da 200 a 600 euro, mentre le inadempienze relative ai canili e alle strutture di accoglienza sono punite con multe comprese tra 1.000 e 3.000 euro.

La vigilanza capillare è affidata alla Polizia Locale, alle Forze dell’Ordine, ai Servizi Veterinari delle ASP e alle guardie zoofile, con l’impiego di parametri orari precisi per la verifica sul campo.

 

Nei casi di imminente pericolo di vita per l’animale, le autorità sono formalmente autorizzate al sequestro immediato del cane o del gatto con il conseguente trasferimento in una struttura protetta, ponendo tutte le spese di recupero, cura e ricovero a totale carico del trasgressore.

L’apparato punitivo non si limita al piano amministrativo: la legge fa infatti esplicito salvo il quadro penale, disponendo che nei casi più gravi di sofferenza inflitta le condotte vengano segnalate all’Autorità Giudiziaria per i reati previsti dagli articoli 544-ter (maltrattamento di animali) e 727 (abbandono o detenzione in condizioni incompatibili con la loro natura) del Codice Penale.

Trasformando un dovere morale in una precisa norma di legge con conseguenze pecuniarie e giudiziarie immediate, la Calabria stabilisce così uno standard normativo apripista che l’intero Paese è ora chiamato a seguire per impedire che l’incuria o la superficialità continuino a condannare gli animali a sofferenze evitabili. L’ordinanza contingibile e urgente n. 2 è stata firmata dal presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, ed emanata ufficialmente venerdì 31 luglio 2026.

Ant Ier

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