Non esistono più i bersagli “inattaccabili” quando la determinazione scientifica incontra il rigore del metodo. Lo dimostra con chiarezza la storia professionale di Sandra Misale, scienziata originaria di Palmi che oggi guida il Misale Lab presso la prestigiosa Johns Hopkins University School of Medicine di Baltimora.
Alla testa di un team di ricerca internazionale, la ricercatrice calabrese sta ridefinendo i confini dell’oncologia molecolare concentrando i propri sforzi su una delle sfide più complesse della medicina contemporanea: le mutazioni dell’oncogene KRAS. Per oltre trent’anni considerato inattaccabile dai farmaci a causa della sua particolare struttura molecolare, il gene KRAS responsabile dell’insorgenza e del mantenimento di numerose neoplasie aggressive trova oggi una risposta concreta proprio grazie agli studi condotti dal laboratorio guidato da Misale.
L’approccio innovativo sviluppato dal suo gruppo punta a disattivare i meccanismi di resistenza farmacologica, permettendo l’efficacia di nuove molecole mirate in grado di raddoppiare gli indici di sopravvivenza anche in patologie estremamente complesse come l’adenocarcinoma pancreatico. Questa svolta, che unisce la comprensione biologica fondamentale alla traslabilità clinica, ha conquistato l’attenzione della comunità scientifica globale e portato a importanti attestati di stima sia all’estero che in patria.
Tra i riconoscimenti più recenti conferiti alla scienziata figurano il Premio “Culture a confronto” ricevuto a Tropea e la nomina a “Prima Donna 2026” per il Premio Casato Prime Donne, simboli di un legame mai interrotto con le proprie radici e di un modello d’eccellenza che proietta la ricerca oncologica verso traguardi terapeutici fino a poco tempo fa impensabili.
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