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Russia, la Corte Suprema conferma l’esclusione di Yabloko: l’unico partito pacifista fuori dalle elezioni di settembre

Condannato a 11 anni il vicepresidente Shlosberg

by il MetropolitanoRedazione ilMetropolitano
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martelletto da sentenza

Mosca, 18 agosto 2026 — La Corte Suprema russa ha respinto il ricorso presentato dal partito Yabloko contro l’esclusione della lista dalle elezioni legislative di settembre, confermando di fatto il bando dell’unica formazione politica apertamente contraria alla guerra in Ucraina. La decisione era attesa ma segna comunque un colpo durissimo per l’opposizione liberale russa.

La Camera d’Appello della Corte Suprema ha confermato la sentenza emessa la settimana scorsa, che aveva rimosso Yabloko dalla scheda elettorale delle elezioni per la Duma di Stato previste dal 18 al 20 settembre. Il partito aveva presentato ricorso contro questa decisione, ma i giudici hanno respinto l’appello, chiudendo di fatto ogni possibilità di partecipazione al voto.

Decine di sostenitori del partito hanno presidiato la sede della Corte Suprema durante l’udienza, protestando contro l’esclusione. La polizia ha fermato e identificato una cinquantina di persone, anche se non si registrano incidenti di particolare gravità.

La condanna di Lev Shlosberg
Nella stessa giornata, quasi in contemporanea con la decisione della Corte Suprema, un tribunale della regione di Pskov ha condannato il vicepresidente di Yabloko, Lev Shlosberg, a 11 anni e un mese di carcere in base a quanto riporta l’Ansa. Il politico è stato giudicato colpevole di aver «screditato» le forze armate russe e diffuso «notizie false» sull’esercito e sul presidente Vladimir Putin, in relazione alle sue dure critiche all’intervento militare in Ucraina.

Shlosberg, giornalista e politico di lunga esperienza nell’opposizione liberale russa, dovrà scontare la pena in un istituto penitenziario e avrà inoltre il divieto di partecipare per sei anni ad attività legate a siti web, forum, chat e gruppi online.

Le accuse contro Yabloko
L’esclusione di Yabloko dalle elezioni è stata richiesta da Rodina, un partito nazionalista minore della compagine filo-governativa, che ha accusato la formazione liberale di ricevere finanziamenti dall’estero e di aver violato la normativa sulla proprietà intellettuale con la pubblicazione del proprio programma elettorale.

Secondo fonti vicine al Cremlino, la decisione finale di rimuovere il partito sarebbe stata presa personalmente da Vladimir Putin, nonostante inizialmente fosse stato consentito a Yabloko di partecipare alle elezioni. Il partito ha annunciato che presenterà un’istanza di revisione supervisionata al Presidium della Corte Suprema, anche se le possibilità di successo appaiono minime.

Il contesto politico
Questa è la prima volta nella storia elettorale russa che un partito già registrato e ammesso alle elezioni viene successivamente escluso dalla competizione. Yabloko, fondato negli anni ’90, rappresenta la più antica formazione liberale russa e l’unica apertamente contraria all’intervento militare in Ucraina.

 

Con l’esclusione di Yabloko, alle urne di settembre resteranno solo forze politiche che non mettono in discussione il conflitto, consolidando il controllo del Cremlino sulla Duma di Stato.

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