Intorno alle 3 di mattina di martedì 1 settembre i caccia della NATO sono decollati dalla base aerea di Ämari, in Estonia, per la presenza di droni nello spazio aereo estone: lo riferiscono le Forze di difesa estoni e il ministro degli Esteri Margus Tsahkna. In risposta sono decollati i caccia dell’Aeronautica turca, F-16, che si trovano nella base di Ämari nell’ambito della missione di difesa aerea a rotazione della NATO nei Paesi baltici.
Le autorità estoni hanno inviato messaggi di allerta ai residenti nelle contee orientali di Lääne-Viru e Ida-Viru, invitandoli a “cercare riparo se avvistano un drone”; nel corso della notte l’avviso è stato esteso ad altre sei contee del sud e dell’est (Tartu, Jõgeva, Viljandi, Valga, Võru e Põlva). L’allerta è stata revocata alle 5.30 circa, poco prima delle 6 del mattino.
Secondo il tenente colonnello Uku Arold, capo del Dipartimento di Comunicazione Strategica delle Forze di Difesa estoni, alcuni droni si sono mossi parallelamente al confine orientale dell’Estonia e della Lettonia, entrando poi in territorio estone, motivo per cui è stato lanciato l’allarme e attivata la missione di polizia aerea baltica.
Il comandante dell’Aeronautica estone, brigadier generale Riivo Valge, ha precisato che i droni non sono caduti sul suolo estone e che i caccia non hanno aperto il fuoco. Le Forze di Difesa hanno indicato che i velivoli coinvolti erano droni usati in un attacco ucraino contro obiettivi in Russia, volati vicino al confine e brevemente entrati nello spazio aereo estone.
Gli Esteri estoni hanno sottolineato che incidenti di questo tipo sono “conseguenza diretta della guerra di aggressione della Russia all’Ucraina”, ribadendo che la NATO ha reagito “prontamente e esattamente come previsto” e che l’Alleanza è “vigile e pronta a proteggere il territorio alleato”.
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