Dieci persone sono state uccise nello Stato messicano di Sinaloa alla vigilia della marcia per la pace organizzata a Culiacán. La regione è da circa due anni teatro dello scontro tra le fazioni Los Chapitos e Los Mayos, entrambe legate al Cartello di Sinaloa.
Secondo i dati riportati dai media locali, quattro omicidi sono avvenuti a Culiacán, cinque a Mazatlán e uno a Escuinapa. La giornata è stata segnata anche da sparatorie, ritrovamenti di cadaveri e veicoli incendiati.
Nello stesso Stato, le autorità hanno arrestato undici presunti membri di una cellula dei Los Chapitos. Il gruppo è accusato del sequestro e dell’uccisione di dieci lavoratori del settore minerario, avvenuti lo scorso gennaio nel comune di La Concordia.
I sospetti sono stati fermati a Escuinapa. Durante l’operazione sono state sequestrate dodici armi lunghe, munizioni e giubbotti antiproiettile. Le accuse dovranno ora essere valutate nell’ambito del procedimento giudiziario.
Centinaia di persone sono scese in strada a Culiacán vestite di bianco per chiedere la fine della violenza. Prima della manifestazione è stata celebrata una messa dal vescovo Jesús José Herrera Quiñónez.
I partecipanti hanno scandito slogan come «Sinaloa rialzati» e «Vogliamo la pace a Sinaloa». Molte famiglie hanno portato con sé le schede e le fotografie dei propri familiari scomparsi, trasformando la marcia anche in una richiesta di verità e giustizia.
Secondo gli organizzatori, la guerra tra le fazioni criminali avrebbe già provocato almeno 4.000 morti. Le stime riportate da alcune agenzie parlano invece di oltre 3.000 vittime: il bilancio complessivo resta quindi legato alle fonti e al periodo considerato.
Ant Ier