Matrimonio gay, Renzi annuncia legge. Lupi lo frena: “difendiamo e aiutiamo la famiglia”

gayChe il matrimonio omosessuale sarà motivo di divisione lo si era capito da tempo. Al pari della riforma del lavoro, anche questo tema, delicato e controverso, segnerà inevitabili scontro trasversali tra e all’intero delle varie forze politiche.  Tuttavia la situazione, tra inammissibile autonomismo di taluni rappresentanti istituzionali ed apprezzabile correttezza di altri nell’applicazione delle normative vigenti, tra l’altro, nel pieno rispetto della nostra Carta Costituzionale, è destinata a provocare non poche contraddizioni. Molto spesso, soprattutto la questione dei matrimoni omosessuali, un pò meno quella delle adozioni (almeno!), viene strumentalizzata da certe forze politiche con l’intento di accaparrasi voti. Se un tempo  in effetti, sovente, si parlava solo di dio denaro, oggi, nel linguaggio comune sta entrando anche l’espressione “dio voto”, in nome del quale sembrerebbe lecito, per la classe politica, qualsiasi capriola culturale, cambio di casacca, ripensamento più o meno opportunistico, dietro front, accettazione di posizioni fino a ieri contrastate. Il tutto con un nonchalance ed una rapidità che dà la misura di quanto deboli e labili siano alcuni rappresentanti istituzionali di casa nostra

E cosi – nonostante la crisi, i licenziamenti, i suicidi, i grandi problemi sociali del nostro Paese – c’è chi ha ritenuto opportuno sfruttare questo momento di estrema vulnerabilità del popolo per imporre con forza ed aggressività culturale un cambiamento epocale, che non corrisponde al pensiero nazionale, e che in ogni caso necessità di diverse chiarificazioni. In questo scenario, e a seguito del duro scontro tra sindaci autonomisti e ribelli (ma una ribellione contro i poteri forti economico-finanziari no, vero?) e un ministro che chiede solo il rispetto della legge, il Premier Matteo Renzi annuncia che sarà fatta una legge, chiarendo che si tratta della verità e non di una battuta. Insomma la trascrizione, ad opera di alcuni sindaci, dei matrimoni tra persone dello stesso sesso contratti all’estero, si accinge a diventare la goccia che fa quasi traboccare il vaso, perché il vaso ancora resiste.

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Lo lasciano ben intendere il Ministro per le Infrastrutture Maurizio Lupi e la deputata Barbara Saltamartini, entrambi esponenti di spessore del Nuovo centro destra. Il Primo ha detto che “prima di fare una nuova legge bisogna che i sindaci rispettino le leggi che già esistono”, aggiungendo che “la prima cosa da fare in questo momento è dare un segnale forte di difesa della famiglia, che è il primo e più importante ammortizzatore sociale che abbiamo”. “Il matrimonio – ha concluso – è quello tra un uomo e una donna, diciamo no alle adozioni, diciamo no alla reversibilità. Su tutto il resto siamo pronti”. La seconda, in modo altrettanto chiaro, ha espresso un altro concetto più che condivisibile, sostenendo che “in un momento di crisi economica e di difficoltà sociali come quello che stiamo vivendo è prioritario velocizzare le risposte da dare alla famiglia piuttosto che concentrare i lavori parlamentari sulla legge sulle unioni civili”.

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About the Author: Luigi Iacopino