Fallimento Multiservizi: Falcomatà adesso chieda scusa e faccia il mea culpa - Ilmetropolitano.it

Fallimento Multiservizi: Falcomatà adesso chieda scusa e faccia il mea culpa

Il 3 Ottobre del 2019, il Sindaco Giuseppe Falcomatà dichiarò che, grazie agli esiti dell’indagine aperta dalla Procura sul fallimento della Multiservizi, “se percorriamo strade disastrate, se a volte nelle nostre case apriamo un rubinetto e non esce l’acqua, se i nostri ragazzi non hanno a disposizione spazi adeguati per lo sport, le responsabilità sono ad oggi note, con nomi e cognome”.

In pratica il Sindaco, con toni giustizialisti degni del peggior Travaglio, fece intendere alla popolazione che quella indagine (ancora agli albori…) aveva definitivamente chiarito che il responsabile di ogni male fosse l’ex Sindaco di Reggio ed ex Governatore della Calabria Giuseppe Scopelliti.

Oggi apprendiamo che il procedimento per il fallimento di “Multiservizi” è stato archiviato e che dunque tutte le accuse ipotizzate nei confronti di Giuseppe Scopelliti sono cadute. In particolare, la Procura ha richiesto al Gip l’archiviazione della posizione di Scopelliti evidenziando che lo stesso si limitò a «dare attuazione» a ciò che era stato statuito dal Consiglio Comunale di Reggio con delibera del 12 gennaio 2001, data in cui Palazzo San Giorgio era ancora amministrato dalla Sinistra e non da Scopelliti, che è invece divenuto Sindaco di Reggio un anno e mezzo dopo (essendo stato eletto nel maggio 2002 con insediamento il mese successivo).

E dunque oggi, alla luce delle indagini svolte dalla Procura, rileggendo quelle parole di Falcomatà, si arriverebbe ad un’unica conseguenza logica, ossia che “il dissesto stradale, la penuria idrica e la mancanza di spazi per i nostri ragazzi” in città sono da addebitare solo ed esclusivamente all’Amministrazione di centrosinistra che ha preceduto l’elezione di Scopelliti a Sindaco di Reggio Calabria. C’è un vecchio adagio che dice: E la verità disse alla falsità: «tu potrai anche anticiparmi, ma io ti raggiungerò sempre». Ecco, oggi quell’adagio sembra più attuale che mai.

 Il Presidente

Italo Palmara

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