Restano in territorio negativo le borse europee a metà giornata, appesantiti dalle crescenti tensioni geopolitiche nello Stretto di Hormuz. Secondo Ansa, mentre i future sul Nasdaq si muovono in controtendenza, i timori di instabilità spingono al rialzo le quotazioni energetiche.
Il greggio registra un deciso rialzo: il Brent guadagna l’1,9% superando la soglia dei 107 dollari, mentre il WTI sale dell’1,6% attestandosi a 97,3 dollari al barile. Sul fronte energetico, il prezzo del gas naturale rimane stabile intorno ai 45 euro al megawattora.
A Milano, il listino principale cede l’1,01%. A trainare i ribassi sono soprattutto i comparti del lusso e dell’industria: maglia nera per Avio (-3,95%), seguita da Brunello Cucinelli (-3,2%), Moncler (-3,1%) e Fincantieri (-3,1%).
Il settore energetico si muove invece in direzione opposta, beneficiando del rincaro delle materie prime: in vetta al Ftse Mib si posiziona Saipem (+2,27%), seguita da Prysmian (+1,2%) ed Eni (+1,01%), quest’ultima sostenuta dai risultati trimestrali diffusi in mattinata.
Si osserva un leggero aumento della pressione sui titoli di Stato: lo spread tra Btp e Bund si allarga a 81 punti base, con il rendimento del decennale italiano che sale al 3,84%.
Nel resto d’Europa, le perdite sono diffuse: Madrid registra la performance peggiore (-1,25%), seguita da Parigi (-1,12%), Londra (-0,66%) e Francoforte (-0,47%). Sul fronte valutario, l’euro resta stabile nel confronto con il dollaro, con un tasso di cambio fissato a 1,1687.
Al. Co.