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Giuli: “Difendere biblioteche e lettura significa difendere la nostra libertà culturale”

Il Salone del Libro celebra “Il mondo salvato dai ragazzini”

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Alessandro Giuli

La 38ª edizione del Salone Internazionale del Libro di Torino si apre sotto un titolo che è già una dichiarazione d’intenti: “Il mondo salvato dai ragazzini”. Un richiamo potente, quasi un monito, che il Ministro della Cultura Alessandro Giuli ha scelto di rilanciare dal palco inaugurale, trasformandolo in un appello alla responsabilità collettiva.

Secondo il Ministro, il tema dell’edizione non è soltanto un omaggio alla creatività giovanile, ma un invito a riconoscere nelle nuove generazioni «la forza capace di restituire futuro alla nostra società». Un futuro che, ha sottolineato, gli adulti hanno il dovere di proteggere «dai nostri errori, dalle nostre trascuratezze, dai sogni immaginati male e rimasti incompiuti».

Giuli ha definito il Salone «un appuntamento imprescindibile», un luogo in cui si coltivano «il piacere dell’intelligenza, lo stupore dell’immaginazione e il senso critico che nasce dall’autonomia del pensiero». Difendere il libro, la lettura e le biblioteche, ha aggiunto, significa difendere la libertà culturale, un valore che il Ministero considera strategico in un momento storico segnato da trasformazioni rapide e profonde.

Il Ministro ha poi illustrato i dati del comparto editoriale, che nel 2026 ha registrato una crescita significativa:

  • 740 mila copie vendute in più rispetto all’anno precedente
  • +16,4 milioni di euro di spesa complessiva nel settore

Un risultato trainato soprattutto dagli acquisti delle biblioteche pubbliche, sostenuti dal fondo da 60 milioni di euro previsto dal Decreto Cultura. «Un dato che rappresenta per noi motivo di soddisfazione e che auspico possa esserlo per tutto il settore», ha dichiarato Giuli.

 

Tra le misure annunciate, anche una novità destinata a incidere sulla filiera del libro: a partire dal 1° luglio, una parte del ricavato derivante dalla rimodulazione del costo del biglietto del Pantheon sarà destinata al sostegno continuo del sistema bibliotecario nazionale.

Un intervento che, nelle parole del Ministro, conferma «la vicinanza del Ministero della Cultura all’intero comparto editoriale» e rappresenta una scommessa sulla forza generativa delle piccole biblioteche, delle librerie indipendenti e dei piccoli editori. Un modello che richiama la lezione di Adriano Olivetti, «maestro di pensiero e di visione», evocato da Giuli come riferimento ideale per una politica culturale che unisce innovazione e radicamento territoriale.

Il Salone del Libro 2026 si presenta dunque come un laboratorio di idee, un luogo in cui la cultura non è solo celebrazione, ma costruzione attiva di futuro. E se davvero, come suggerisce il titolo, il mondo potrà essere salvato dai ragazzini, sarà anche grazie a un ecosistema culturale capace di sostenerli, ascoltarli e offrire loro gli strumenti per immaginare ciò che ancora non c’è.

LL

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