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Cibi “high protein”: una moda che fa bene alla salute?

by Sonia Polimeni - GiornalistaSonia Polimeni
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cibo proteico

“Non si può pensare bene, amare bene e dormire bene se non si è mangiato bene”: questa citazione, di un’influente scrittrice, racchiude un concetto molto importante, e cioè quanto il cibo sia il motore fondamentale della nostra vita.

E nella frenesia della vita moderna, in cui troviamo a malapena, quei preziosi minuti per la pausa pranzo, cerchiamo di consumare un pasto, che possa essere per noi fonte di energia, ma allo stesso tempo magari, anche non troppo calorico.

 

Per chi ha poco tempo e sta attento alla linea infatti, non è per niente semplice coniugare tutto, se poi ci mettiamo anche il tempo da trovare per fare un’adeguata attività fisica. Il mercato sembrerebbe essere di grande aiuto, avendo “sfoggiato” una serie di prodotti, di cui ultimamente si sente tanto parlare, i cibi “high protein”, “ad alto contenuto proteico”; barrette, yogurt, biscotti, ma anche pasta, latticini, bevande e persino prodotti da forno come cracker, pane, barrette.

Da diverso tempo, gli scaffali dei nostri supermercati, sono quasi invasi da cibi industriali di questo tipo, ce n’è per tutti i gusti e per tutte le “occasioni”, dalla colazione, al pranzo, merenda e cena. Quello che però ci dovremmo chiedere, è se siano veramente utili al nostro organismo o se siano più una moda del momento.

Sono prodotti che sull’etichetta nutrizionale, dichiarano una percentuale maggiore di proteine rispetto ai loro prodotti analoghi e non alimenti naturalmente  ricchi di proteine, come ad esempio il parmigiano o la bresaola. Una dieta mediterranea bilanciata ed equilibrata, può assolutamente dare il giusto apporto di proteine utili al nostro organismo con cereali integrali, legumi, carni magre, pesce azzurro e frutta secca, insieme ovviamente a verdura e frutta fresca, senza dover necessariamente ricorrere ai cibi iper proteici.

Anche chi fa sport, che può avere un più alto fabbisogno proteico, può soddisfare il giusto apporto di proteine, senza necessariamente ricorrere a prodotti confezionati addizionati di questo nutriente. E’ sempre bene però, farsi consigliere da chi è esperto in materia e fare attenzione alle etichette nutrizionali, confrontando prodotti simili e leggendo la lista degli ingredienti. Le etichette sono senza dubbio, lo strumento che consente al consumatore di conoscere realmente il prodotto, vere e proprie carte d’identità degli alimenti, regolamentate da un decreto legislativo.

Ma la cosa importante, è non fare riferimento a quanto appare in “copertina”, ma al retro della confezione, che riporta la dicitura “ingredienti e valori nutrizionali”; come dicono gli esperti: più ingredienti troviamo e più il prodotto è stato lavorato e quindi meno sano. E quando leggiamo “senza grassi” o “senza zucchero”, è solo leggendo i valori nutrizionali, che scopriamo davvero come sia fatto il prodotto.

Un errore comune, è quello di definire gli alimenti in modo estremamente semplicistico, buono o cattivo, sano o non sano, concesso o non concesso, oppure pensare che sia meglio carboidrati a pranzo e a cena proteine.

Ma questa distinzione, è troppo netta ed errata, perché ogni alimento contiene certamente più di un nutriente. La pasta o il riso ad esempio non sono solo carboidrati, ma anche proteine, vitamine e sali minerali.

Per cui, una volta che si hanno chiari questi concetti base, detti e ridetti da chi ha vere competenze in materia, sarebbe utile approcciarsi alla dieta con meno rigidità, che non risulta utile, né al nostro benessere fisico, né a quello psicologico. Dunque non esistono alimenti buoni o cattivi, sani o non sani, possibili o non possibili, da dieta o non da dieta, o la definizione di alimento iper proteico come alimento “giusto”, ma deve prevalere sempre la parola dell’esperto, ma soprattutto il buon senso che nell’alimentazione e non solo, è sinonimo di salute.

 

SP

 

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