Il comparto della raffinazione si è detto disponibile a valutare ulteriori aumenti della produzione, compatibilmente con le possibilità tecniche dei singoli impianti e nel rispetto del quadro normativo e ambientale vigente.
È quanto emerso durante il tavolo convocato al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, nel corso del quale i rappresentanti delle raffinerie operanti in Italia hanno risposto alla richiesta avanzata dal ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, e dal ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin.
In particolare, Unem (Unione Energie per la Mobilità), che rappresenta le principali aziende del settore, ha evidenziato come ulteriori incrementi produttivi potrebbero essere agevolati anche da eventuali modifiche europee alle specifiche tecniche dei prodotti, purché sostenibili sotto il profilo tecnico e ambientale.
Le raffinerie italiane dispongono attualmente di una capacità complessiva di circa 83,3 milioni di tonnellate annue. Secondo le stime di Unem, nel 2026 il tasso medio di utilizzo degli impianti si è attestato intorno all’80%, raggiungendo l’86% nel mese di agosto.
L’Italia figura tra i Paesi europei in grado di coprire il fabbisogno interno di carburanti come benzina e gasolio grazie alla propria capacità di raffinazione. Resta invece significativo il divario produttivo nel comparto del jet fuel, nonostante un incremento della produzione di circa il 30% registrato nel 2026. In questo contesto, il sistema della raffinazione nazionale potrebbe contribuire in maniera rilevante a rafforzare la sicurezza energetica e degli approvvigionamenti, sia in Italia sia a livello europeo.
Ant Ier