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Giorgetti: «L’Italia mantiene gli impegni, il percorso dei conti è sostenibile»

Il ministro dell’Economia in audizione sul DPFP: la manovra sarà definita dopo la chiusura della procedura UE sulla clausola di salvaguardia nazionale

by il MetropolitanoRedazione ilMetropolitano
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La composizione della manovra sarà definita solo dopo il completamento della procedura europea relativa alla richiesta di attivazione della clausola di salvaguardia nazionale. A dirlo è stato il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, in audizione presso le Commissioni Bilancio di Camera e Senato sul Documento programmatico di finanza pubblica 2026.

«La procedura europea di approvazione della richiesta di attivazione della clausola di salvaguardia nazionale, come delineata dal regolamento sul braccio preventivo della nuova governance, non è ancora conclusa, dovendosi attendere la formale approvazione del Consiglio», ha spiegato Giorgetti. «È in questo contesto e all’interno di tale procedura che deve essere letto il contenuto programmatico del DPFP».

Il ministro ha precisato che la definizione della manovra dipenderà quindi dall’esito del confronto con Bruxelles. Ulteriori elementi saranno forniti nel Documento programmatico di bilancio, che il Governo trasmetterà a breve al Parlamento e alle autorità europee.

Giorgetti ha descritto un quadro economico segnato da un contesto internazionale complesso e da condizioni finanziarie meno favorevoli, ma anche da una capacità di crescita sostenuta dalla domanda interna e dalla solidità del mercato del lavoro. L’economia italiana, ha sottolineato, ha dimostrato una «significativa capacità di tenuta» in uno scenario caratterizzato da elevata incertezza.

La sfida, secondo il ministro, consiste nel contemperare due esigenze imprescindibili: da un lato, proseguire il consolidamento dei conti pubblici per preservare la fiducia dei mercati; dall’altro, utilizzare gli spazi disponibili per sostenere con interventi selettivi investimenti, competitività e le esigenze concrete di famiglie, lavoratori e imprese.

 

«È un equilibrio che richiede sì prudenza, ma soprattutto capacità di individuare con chiarezza le priorità», ha aggiunto Giorgetti, ribadendo che la credibilità finanziaria del Paese rappresenta una risorsa da preservare, soprattutto in fasi di incertezza.

Il ministro ha inoltre ricordato che, al netto degli effetti derivanti dall’attivazione della clausola di salvaguardia nazionale, l’indebitamento netto dovrebbe mantenersi stabilmente al di sotto del 3 per cento del PIL lungo l’intero orizzonte di previsione. Una circostanza che, se confermata nell’aggiornamento delle previsioni previsto per il prossimo aprile, insieme alla notifica di un deficit inferiore al 3 per cento nel 2026, consentirebbe la chiusura della procedura per deficit eccessivo.

Sul fronte della clausola di salvaguardia, Giorgetti ha spiegato che il confronto con la Commissione europea non aveva ancora consentito di definire in via conclusiva il perimetro degli interventi riconducibili, in particolare, alla clausola per la sicurezza energetica.

Il ministro ha infine sottolineato l’importanza di poter utilizzare la nuova flessibilità europea anche per rispondere alle esigenze delle famiglie colpite da shock economici. «Se in Europa dicono no, non c’è problema, le famiglie sopportino: ecco, secondo me è una scelta sbagliata», ha dichiarato, precisando che la trattativa con gli uffici della Commissione è ancora in corso.

Ant Ier

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