L’Italia chiede all’Unione Europea una lettura più flessibile delle regole di bilancio, alla luce dell’impatto dell’inflazione sui conti pubblici. Il tema è stato al centro dell’Eurogruppo a Lussemburgo, al quale ha partecipato il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti.
Secondo Giorgetti, la proposta italiana ha raccolto “numerosi consensi”, pur incontrando le tradizionali perplessità dei Paesi cosiddetti frugali. Roma ha chiesto alla Commissione una riflessione aggiuntiva sui fattori da considerare per valutare il rispetto dell’attuale Patto di stabilità.
“Alla Commissione abbiamo chiesto ulteriore riflessione sulla questione al fine di una corretta interpretazione dei fattori rilevanti”, ha spiegato il ministro. Giorgetti si è detto fiducioso che le ragioni tecniche dell’Italia possano trovare spazio nell’applicazione delle regole europee, anche nell’ambito della clausola energia già approvata.
La posizione italiana si scontra però con la cautela della Commissione. Il commissario europeo all’Economia Valdis Dombrovskis ha ricordato che le regole fiscali contengono già strumenti per tenere conto dell’aumento dell’inflazione sulla traiettoria della spesa netta.
Dombrovskis ha comunque spiegato che le richieste di Italia e Grecia saranno esaminate più a fondo. Il confronto riguarda anche la clausola di salvaguardia su energia e difesa, che secondo il ministero dell’Economia potrebbe liberare margini finanziari per circa 14 miliardi di euro.
La Commissione ha ribadito che eventuali misure di flessibilità dovranno essere temporanee, mirate e compatibili con la sostenibilità delle finanze pubbliche.
Ant Ier