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“Esistere è cambiare”: Marco Manzo in mostra all’Hotel Hilton Eur La Lama di Roma

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Nell’ambito del progetto LamArte, presso l’Hotel Hilton Rome Eur La Lama in Roma sarà ospitata la mostra personale dell’artista internazionale Marco Manzo.

L’albergo Hilton Rome Eur La Lama rinnova periodicamente, nell’ambito del progetto LamArte, il forte legame con l’arte contemporanea, mostrando quanto il mecenatismo, nell’ospitare artisti attivi nello scenario internazionale, possa trasformare un albergo in un contesto dominato da una contaminazione interdisciplinare di linguaggi estetici.

 

In armonia con tale spirito è ospitata, negli spazi della Library dell’Hotel, la mostra “MARCO MANZO. Esistere è cambiare”, incentrata sull’artista romano di fama internazionale, tatuatore, scultore, performer.

Le opere d’arte del Maestro dialogheranno con una struttura firmata dall’architetto Massimiliano Fuksas, che si apre, all’ingresso principale, con una monumentale stele realizzata da Arnaldo Pomodoro, richiamo alla tipologia dell’obelisco che contraddistingue la storia di Roma, e ancora con il mosaico di Marilù Rebecchini, che celebra gli scorci e i monumenti più identificativi della città antica.

Sull’iniziativa Paolo Bellè, General Manager, dichiara:

«Grazie alla sua struttura futuristica e al design innovativo, l’Hilton Rome Eur La Lama si presta naturalmente al dialogo con l’arte. Due anni fa abbiamo iniziato a sperimentare questo connubio, con l’idea di trasformare l’hotel in qualcosa che andasse oltre un luogo di soggiorno: uno spazio vivo, un’esperienza da attraversare, dove il design incontra l’arte contemporanea. Oggi “LamArte” non è più un esperimento. Siamo infatti giunti alla quinta edizione e, con questa mostra, proseguiamo un percorso che mette al centro la creatività e la sperimentazione. L’artista di questa edizione dà ulteriore lustro al progetto».

L’esposizione, organizzata dalla società Start di Roma, con la consulenza scientifica di Stefania Pieralice, attuale curatrice alla Biennale di Venezia Arte, è visitabile dal 22 ottobre al 1 dicembre 2026, con inaugurazione il 22 ottobre alle ore 18.00.

La mostra parte dalle premesse del filosofo francese Henri Bergson, che nel 1907 scriveva: «Esistere è cambiare, cambiare è maturare, maturare è continuare a creare sé stessi senza fine» (L’evoluzione creatrice).

Oggi più che mai tali parole risultano attuali se si considera che la corporeità non risponde più a una definizione univoca. Essa non solo è il riflesso dello sguardo altrui, bensì, con il digitale, risulta filtrata anche da uno sguardo “mediatizzato”, dominato dai mezzi di comunicazione dove, con i social, il corpo subisce un processo di sparizione.

Il tatuaggio, cifra caratterizzante la ricerca di Manzo, contiene nella sua natura il concetto di cambiamento e con quest’ultimo quello di riappropriazione identitaria; esso è in grado di scrivere una nuova biografia a corpi ormai “invisibili”, incapaci di relazionarsi, privi di storia in un presente dove l’idea di futuro è quasi morta.

Il percorso espositivo si articola in due filoni: le “lastre radiografiche con tatuaggi” e le sculture realizzate dal Maestro e poi tatuate.

Se da un lato la pelle è stata considerata da sempre l’interfaccia tra uomo e mondo, con il ciclo delle “radiografie” – ottenute dalla sovrapposizione grafica dei tatuaggi su ossa umane attraverso lastre in policarbonato – Manzo svuota il corpo dalla pelle, ridefinendo, con il “segno” inciso, un nuovo luogo di riflessione.

L’artista, considerando solo l’impianto scheletrico dell’individuo, privato delle sue funzioni vitali e dei suoi organi, opera un recupero identitario: il soggetto a cui corrispondono quelle ossa e quei segni viene liberato dallo spazio e dal tempo, dalla morte e dalla carne, indossando una propria temporalità che trascende e supera quella presente.

Le sculture in mostra, invece, sono state selezionate da modellati e calchi di busti, mani, gambe, incisi da tatuaggi che popolano la produzione dell’artista, rappresentando tracce, volumi, prove dell’esistenza di ognuno.

I segni più intimi dell’individualità affiorano sui vari materiali adoperati, come alluminio, bronzo, terracotta e gesso, diventando “pelle” di un desiderio che sostituisce il corpo fisico.

Anche qui, attraverso la materia e il tatuaggio, si innesca una riconversione identitaria dove il soggetto viene nuovamente ripensato, smembrato: il corpo si fa supporto, schermo, carta, in un lungo processo di modificazione e cambiamento.

LA RICERCA DI MARCO MANZO

Stefania Pieralice, che da anni segue il percorso di ricerca dell’artista, afferma:

«Se un tempo c’era l’idea di una età dell’oro, mitica, prosperosa, felice per l’umanità, oggi siamo proiettati nell’età video che ha assorbito ogni forma di corporeità e di esistenza. Come afferma il filosofo J. Baudrillard assistiamo a una “sostituzione del sangue con la linfa bianca dei media”. Ecco, nel tatuaggio c’è sicuramente una sorta di recupero della carne, del flusso ematico; l’atto stesso di incidere la pelle segna un momento di rinascita identitaria. La ricerca dell’artista, portata in un nuovo contesto, al di fuori delle sue classiche strade scientifiche e istituzionali, segna il traguardo di un nuovo stadio evolutivo in cui si riflette sul “paesaggio interiore”, sulle contaminazioni della vita organica con lo spirito».

LA DICHIARAZIONE DELL’ARTISTA

In merito all’esposizione, Marco Manzo dichiara:

«La scelta di questa sede, considerata essa stessa un’opera d’arte, mette in dialogo la monumentalità dei grandi edifici con la struttura del corpo e la capacità di abitare lo spazio. Le radiografie sono nate per la Biennale di Architettura di Venezia, proprio per istituire un paragone tra l’arte del costruire e la struttura umana. Lastrando e radiografando il corpo, si mette in risalto la sua intelaiatura portante, e il tatuaggio ne diviene la facciata.

In una società liquida, dove le idee e le posizioni cambiano con la velocità di un clic, tatuarsi significa prendere possesso di sé stessi e della propria fisicità, dimostrando la capacità di decidere e riconquistare il proprio corpo. Si tratta di una comunicazione dove la persona mette a disposizione la propria esistenza per quel messaggio, stringendo un patto di lealtà con l’opera, l’artista e il concetto stesso. Un legame indissolubile, sigillato con dolore, sangue e inchiostro, fino alla fine della propria vita.

Sono appena rientrato dal MoMA di New York dove, in occasione della presentazione dell’Atlante dell’Arte Contemporanea edito da Giunti, si è tenuto un approfondimento sulla mia carriera; in questo contesto ho potuto presentare il mio “Manifesto del Tatuaggio Artistico Contemporaneo” che ha avuto patrocinio e logo dell’ Istituto Italiano di Cultura a New York con firma del Direttore Claudio Pagliara. Il Manifesto definisce il metodo per l’archiviazione e il collezionismo di questa espressione artistica, fornendo la formula per la sua conservazione e lo studio per le generazioni future. In tale occasione ho potuto presentare un video di arte performativa realizzato tramite l’utilizzo dell’intelligenza artificiale dove le lastre diventano scultura architettonica e prendono movimento. Questo video sarà proiettato per la prima volta in assoluto nel percorso espositivo dell’Hotel Hilton Rome Eur La Lama insieme ad altre opere che raccontano il mio cammino, in un percorso di legittimazione del tatuaggio come vera e propria forma d’arte».

BIOGRAFIA SINTETICA DELL’ARTISTA

• 2016 esposizione al MACRO di Roma con la mostra “TATTOO FOREVER”
• 2018 mostra antologica – tributo all’artista – presso il COMPLESSO DEL VITTORIANO, Roma
• 2019 partecipazione alla 58. BIENNALE DI VENEZIA ARTE, Venezia (Padiglione Guatemala)
• 2023 acquisizione da parte del METROPOLITAN MUSEUM OF ART di N.Y (detto MET) delle “lastre” del Maestro che fanno parte attualmente della collezione permanente del museo (il MET è tra i più importanti Musei al mondo)
• 2024 partecipazione alla fiera ART BASEL (Miami) con le “lastre”. Si precisa che tale fiera nelle sue diverse sedi quali Basilea, Parigi, Miami, Hong Kong è la più importante fiera d’arte nel mondo.
• 2024- 2025 mostra con installazioni a Roma (Piazza del Popolo) presso la Chiesa di S. Maria dei Miracoli: tappa saliente per il mondo del tatuaggio che viene riconosciuto dalla Chiesa. Da tale esperienza l’istituzione ecclesiale acquisirà, nel suo patrimonio artistico, “La Croce Gloriosa dei Miracoli di Piazza del Popolo”, croce dove l’ornamento diventa struttura portante e facciata di se stesso. In questa occasione Mons. Giuseppe Lorizio, Direttore dell’Ufficio Cultura e del Vicariato di Roma ha dichiarato: “La Chiesa è amica dell’Arte e non ripugna nessuna forma estetica autentica neppure il tatuaggio”; confermando il tatuaggio come espressione dell’arte contemporanea.

• 2026 focus sull’artista presso il Museo MoMA di New York con approfondimento della ricerca del Maestro riguardante la produzione delle “lastre radiografiche con tatuaggio” (il MoMA è tra i più importanti Musei al mondo per l’arte contemporanea).

INFO MOSTRA

22 ottobre – 1 dicembre 2026

Inaugurazione: 22 ottobre, ore 18.00

Hotel Hilton Rome Eur La Lama, Viale Europa 287, Roma

Organizzazione: Start, Roma

Consulenza scientifica: Stefania Pieralice

La mostra è aperta al pubblico dal 22 ottobre al 1 dicembre 2026

Comunicato Stampa

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