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Festival di storia della salute 2026

Dal 15 ottobre al 16 novembre torna a Venezia il Festival di Storia della Salute

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“Libro che cura, cura del libro” è il titolo scelto per un’edizione che nasce dalla particolare identità della Scuola Grande e dalla sua Biblioteca monumentale, custode di rare edizioni di testi fondamentali per la storia della medicina, dell’anatomia, della fisiologia, della chirurgia e dell’infettivologia, molti dei quali stampati proprio a Venezia. Galeno, Avicenna, Vesalio e Morgagni sono alcune delle figure che testimoniano il ruolo del libro nella costruzione e nella trasmissione della conoscenza medica.

Da questa eredità prende forma un programma che mette in dialogo storia della medicina, patrimonio culturale, letteratura, arte, musica e intelligenza artificiale, con l’obiettivo di portare al pubblico una riflessione sul libro non soltanto come oggetto da conservare, ma anche come strumento di conoscenza, relazione e cura.

 

Cinque appuntamenti per raccontare un Festival All’interno del programma, particolarmente ricco di incontri e iniziative, emergono cinque appuntamenti che rappresentano altrettante prospettive sul rapporto tra cultura e salute.

Si parte domenica 18 ottobre con la Giornata nazionale degli Ospedali Storici Italiani, dedicata al tema “Beni culturali e Salute”. Dalle 9.30 alle 15.30 saranno organizzate visite guidate alla Pinacoteca San Clemente, alla Biblioteca San Domenico e alla Collezione di Arte Sacra.

Il 24 e 25 ottobre sarà protagonista il mondo del libro raro con “Un festival nel festival. Un libro per tutti, tutti per un libro”, due giornate dedicate a leggende, storia, racconti di libri e

cercatori di libri, con incontri dedicati al mito della Fenice, alla storia veneziana, ai libri antichi e alla figura del cacciatore di libri.

Il 5 novembre la parola torna protagonista con Ottavia Piccolo, interprete di “Parole per le ferite di ogni tempo”, una performance costruita sui testi e sui versi di alcuni tra gli scrittori e poeti che hanno amato Venezia nel Novecento: Thomas Mann, Ernest Hemingway, Ezra Pound, Iosif Brodskij, Gabriele D’Annunzio, Eugenio Montale, Diego Valeri e Andrea Zanzotto.

Il 10 novembre sarà invece dedicato all’incontro tra patrimonio e innovazione. Nel laboratorio di Intelligenza Artificiale, il ricercatore Marco Mirra dell’Istituto Superiore di Sanità presenterà SonificArt, un sistema capace di trasformare le informazioni visive contenute negli antichi atlanti anatomici in parametri musicali. Colori, luminosità, forme e disposizione degli elementi diventano così timbro, intensità, altezza e ritmo, aprendo nuove prospettive anche per l’accessibilità museale, la didattica e la ricerca.

Il Festival si concluderà lunedì 16 novembre con l’apertura della mostra “La bellezza che cura. Anatomia ed arte nei libri antichi della Scuola Grande di San Marco”, realizzata in collaborazione con l’Accademia di Belle Arti di Venezia. Alle ore 12 è prevista l’anteprima per la stampa, mentre alle 17 si terrà l’inaugurazione, con visite guidate fino alle 21.

Un patrimonio antico per parlare al presente

Attraverso il Festival, la Scuola Grande di San Marco porta al centro dell’attenzione un patrimonio che appartiene alla storia della medicina e della cultura veneziana e lo mette in relazione con temi e strumenti del presente.

Il libro diventa così il filo conduttore di un percorso che attraversa la conservazione e la trasmissione del sapere, il valore terapeutico della lettura e della parola, il rapporto tra arte e benessere e le possibilità offerte dalle nuove tecnologie.

È anche il modo con cui la Scuola Grande di San Marco apre i propri luoghi, le proprie collezioni e la propria storia a una riflessione contemporanea sulla cultura come componente della qualità della vita.

Comunicato Stampa

 

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