ROMA – Un netto cambio di passo sul fronte dell’ordine pubblico e della sicurezza cittadina. Il Consiglio dei Ministri ha dato il via libera a un nuovo pacchetto di norme mirato a prevenire e sanzionare con maggiore severità gli atti di violenza di piazza e i danneggiamenti, con un focus specifico sulle responsabilità dei minorenni.
A spiegare i punti cardine dei provvedimenti è la premier Giorgia Meloni, sottolineando la volontà dell’esecutivo di porre un freno agli episodi di devastazione che nei giorni scorsi hanno causato il ferimento di quasi 200 agenti delle forze dell’ordine e ingenti danni materiali (con la sola stima di Confcommercio per Milano che sfiora il milione di euro). Queste le quattro novità principali introdotte dal decreto.
1. Nasce il reato di “partecipazione violenta”
La novità principale in materia di manifestazioni è l’istituzione del reato di partecipazione violenta a una manifestazione. In base alla nuova norma, chiunque all’interno di un corteo o di un assembramento si unisca a un gruppo di cinque o più persone compiendo atti pericolosi — come il lancio di pietre, petardi o l’uso di bastoni — rischia fino a 5 anni di carcere e sanzioni pecuniarie fino a 20.000 euro. Le pene prevedono ulteriori aggravanti se i soggetti agiscono a volto coperto o causano il ferimento di persone. Inasprite anche le sanzioni per chi commette devastazioni in gruppo.
2. Risarcimento immediato e responsabilità dei genitori
Sul fronte dei danni materiali entra in vigore il principio del “chi rompe paga”, esteso direttamente ai genitori nel caso in cui i responsabili siano minorenni.
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Danni a beni pubblici: Per il danneggiamento di elementi dell’arredo urbano o mezzi pubblici (pensiline, semafori, veicoli di servizio), il prefetto invierà direttamente a casa l’ingiunzione di pagamento.
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Danni a privati: I proprietari di negozi, vetrine o auto danneggiate potranno ricorrere al giudice per ottenere un decreto ingiuntivo immediatamente esecutivo.
Il provvedimento consente la rivalsazione sui beni e sulle risorse della famiglia del responsabile, inclusi eventuali crediti vantati nei confronti dello Stato.
3. Minori: fermo preventivo e imputabilità immediata
Significativa la stretta sulla giustizia minorile. Viene resa immediatamente operativa la norma che ribalta la presunzione di capacità di intendere e di volere per la fascia d’età tra i 14 e i 18 anni: non spetterà più allo Stato dimostrare la consapevolezza del minore, ma sarà presunta salvo prova contraria. Inoltre, l’istituto del fermo preventivo, finora riservato solo agli adulti, viene esteso ufficialmente anche ai minorenni.
4. Rinforzi a Milano e potenziamento della magistratura minorile
Per rispondere alle emergenze locali, la capitale lombarda vedrà l’arrivo di 500 militari supplementari fino alla fine dell’anno, ad affiancare Polizia e Carabinieri nel controllo del territorio. Contestualmente, vengono stanziate risorse per incrementare l’organico dei magistrati della giustizia minorile e aumentare i posti negli istituti di pena dedicati, con l’obiettivo dichiarato di garantire la certezza della pena anche per i minori di 16 anni.
Le nuove misure vanno ad aggiungersi agli strumenti già introdotti negli ultimi mesi, come l’impiego del riconoscimento biometrico supportato dall’intelligenza artificiale per l’identificazione di chi travisa il volto durante i cortei.
«Faremo tutto quello che possiamo per impedire che quello che abbiamo visto in questi giorni diventi una normalità», ha ribadito la premier Meloni, rimarcando come la tutela della sicurezza collettiva e il rispetto dei beni pubblici ed estetici rimangano una priorità strategica dell’azione di governo.
Ant Ier