- Io, costretta a mentire a mia figlia per non farle odiare la sua città

“Costretta” a mentire a mia figlia per non farle odiare la sua città

Riceviamo e pubblichiamo:

Reggio Calabria, 24/09/2017 – Una domenica come le altre, con un primo pomeriggio splendido e perfetto per portare la mia piccola bimba G. di tre anni a fare una passeggiata. Non c’è niente di più bello che dover insegnare ai propri figli la gioia di scoprire il mondo. A tre anni inizia la fase dei “perché?”, e noi genitori facciamo spesso fatica a trovare la corretta risposta. L’imbarazzo con mia figlia l’ho avuto soprattutto ieri presso la Villa Comunale, dove abbiamo assistito ad uno strano ‘fenomeno’: il bagno nel piccolo laghetto  dei ratti. Mentre mi avvicinavo alla vasca della Villa con mia figlia G., per mostrare i pesci , le tartarughe, inizio a notare uno strano movimento tra le pietre del bordo. Dopo qualche secondo, il tempo di mettere a fuoco la vista, mi accorgo che di essere circondate da topi, e non topini piccoli o topi di campagna. Si tratta di ratti, grandi e in salute. Talmente tanti che alcuni giocavano a rincorrersi, altri si ‘tuffavano’, nuotando indisturbati. Seppur ogni essere vivente meriti di vivere, la presenza di questi animali e la loro quantità è segno, senza dubbio alcuno, di una poca igiene e pulizia cittadina. La soluzione non è correre ai ripari circondandoli di veleno, la soluzione è un’attenta manutenzione e rimozione di spazzatura, rifiuti e tracce di organico. La mia piccola G. ha uno spirito di osservazione che a volte mi fa paura, non è un’ingenua, ma ad ogni domanda che mi pone sa che io le rispondo con la verità. Ieri, per la prima volta, ho dovuto dirle una bugia: << Mamma, ma quelli sono topolini? Che belli mentre si fanno il bagnato!>> – imbarazzo, le rispondo: <<No amore mio, è una particolare razza di scoiattoli…>>. Mentre io dentro di me mi sentivo scorretta, G. mi guardava entusiasta, per lei era il giorno di una grande scoperta.

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About the Author: Ilenia Borgia