Sicurezza: lanciarono molotov, identificati e arrestati nella Capitale - Ilmetropolitano.it

Sicurezza: lanciarono molotov, identificati e arrestati nella Capitale

Comando Provinciale di Roma – Roma, 03/09/2020 11:11
Un 33enne in carcere, un 41enne agli arresti domiciliari e 2 ragazzi di 25 e 26 anni denunciati a piede libero, accusati, a vario titolo, di incendio aggravato, fabbricazione e porto illegale in luogo pubblico di congegni equiparati alle armi da guerra e favoreggiamento personale.  E’ il risultato di un’indagine dei Carabinieri della Compagnia Roma piazza Dante, coordinata dalla Procura della Repubblica di Roma, scaturita la mattina del 29 giugno scorso, quando i militari intervennero in due abitazioni di via De Dominicis, zona Casal Bertone, dove qualche ora prima, ignoti avevano lanciato delle bottiglie incendiarie. Di fondamentale importanza, oltre alle tracce repertate sul posto, le telecamere di videosorveglianza presenti nella zona. Dalle immagini, i Carabinieri hanno potuto ricostruire che, nella serata precedente, nei pressi di un bar della zona, il gruppetto dei 4 romani ebbe una discussione animata con alcuni cittadini albanesi, avendo la peggio: uno degli italiani, in particolare, fu colpito al volto da un pugno. Gli italiani, determinati a vendicare l’affronto subìto, acquistarono delle bottiglie di birra e un accendino in un bar, poi raggiunsero le presunte abitazioni dei cittadini albanesi verso cui lanciarono le bottiglie incendiarie che fabbricarono lungo il percorso. Durante il sopralluogo, i Carabinieri della Compagnia Roma Piazza Dante repertarono un frammento di stoffa, che era stato utilizzato come “stoppino” per le bottiglie incendiarie e che è stato immediatamente ricondotto ad una bandana per capelli indossata da uno dei responsabili del raid, immortalata anche dalle telecamere di sorveglianza.  Oltre alle due persone colpite dalle misure cautelari, i Carabinieri hanno denunciato a piede libero i due giovani di 25 e 26 anni poiché ritenuti responsabili di favoreggiamento per aver cercato di eludere le indagini per “coprire” gli esecutori materiali dell’atto incendiario.

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