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Cardiopatie congenite la sfida della diagnosi precoce per tutelare nascituri e famiglie

Esperti a confronto a Cosenza sulla gestione multidisciplinare delle malformazioni neonatali più diffuse

by il MetropolitanoRedazione ilMetropolitano
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neonato

La medicina moderna affronta oggi una delle sfide più delicate nell’ambito della pediatria perinatale poiché i dati clinici confermano che circa un neonato su cento nasce con una cardiopatia congenita, una condizione che rappresenta la malformazione più frequente con un impatto sociale e psicologico di vasta portata.

Durante il recente focus scientifico promosso a Cosenza è emerso con chiarezza come queste patologie non riguardino esclusivamente il piccolo paziente ma coinvolgano profondamente la salute e l’equilibrio della madre e dell’intero nucleo familiare, richiedendo un approccio che vada oltre la semplice assistenza chirurgica.

L’Unità di Cardiologia dell’Annunziata gestisce attualmente oltre seicento pazienti in tutta la provincia, dimostrando come grazie ai progressi tecnologici e alla diagnostica ecografica morfologica sia possibile oggi garantire una sopravvivenza elevata e una qualità di vita soddisfacente fino all’età adulta.

Fondamentale si sta rivelando la sinergia territoriale con centri d’eccellenza come quello di Taormina, che permette di intervenire tempestivamente anche nelle terapie intensive calabresi evitando rischiosi trasferimenti dei neonati in condizioni critiche.

Il futuro della gestione di queste complessità risiede nell’integrazione di figure specialistiche di supporto come genetisti e psicologi, necessari per accompagnare le famiglie in un percorso di cura che dura per tutta la vita e che trasforma una diagnosi difficile in una storia di resilienza e successo clinico.

Ant Ier

 

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