La Svizzera ha deciso di non autorizzare, per tutta la durata del conflitto in Medio Oriente, l’esportazione di materiale bellico verso gli Stati Uniti. La misura, annunciata dal governo federale in un comunicato ufficiale, si inserisce nel quadro della storica neutralità elvetica e delle norme che regolano l’export di armamenti verso Paesi coinvolti in conflitti armati internazionali.
«L’esportazione di materiale bellico verso Stati coinvolti nel conflitto armato internazionale con l’Iran non può essere autorizzata per tutta la durata del conflitto», si legge nella nota del Consiglio federale. «Le esportazioni verso gli Stati Uniti non possono essere autorizzate al momento», aggiunge il governo, precisando che le licenze già rilasciate saranno sottoposte a una revisione periodica.
La decisione si basa sulla Legge federale sul materiale bellico, che vieta l’export verso Paesi impegnati in conflitti armati internazionali o che potrebbero reimpiegare il materiale in tali contesti. La Svizzera, che non concede licenze di esportazione verso Israele o Iran da diversi anni, ribadisce così la propria linea di prudenza e il rispetto rigoroso dei principi di neutralità. Il blocco riguarda in particolare componenti e sistemi destinati all’industria della difesa statunitense, che in alcuni casi integra materiale svizzero nella propria catena di produzione.
La decisione arriva in un momento di forte tensione regionale, con il conflitto che coinvolge Stati Uniti, Israele e Iran e che ha riacceso il dibattito internazionale sul ruolo dei Paesi neutrali nella regolazione del commercio di armamenti. Berna sottolinea che la misura non rappresenta una presa di posizione politica contro Washington, ma l’applicazione automatica delle norme vigenti. Il governo ha inoltre ricordato che eventuali deroghe non sono previste dalla legge, nemmeno per partner strategici.