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Ceuta, emergenza migranti: migliaia di arrivi a nuoto. Scontro Roma-Madrid su Schengen

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Ceuta è tornata al centro di una drammatica emergenza migratoria. Nelle ultime ore migliaia di persone — uomini, donne con bambini, ragazzi e anche persone disabili — hanno raggiunto l’enclave spagnola in Africa, prima nuotando e poi attraversando via terra la frontiera, in una valanga umana che le forze di sicurezza marocchine non hanno tentato di fermare.

Per giorni droni, sistemi laser e motovedette della Guardia Civil avevano pattugliato le acque intorno alla scogliera frangiflutti del Tarajal, inseguendo nel buio giovani e minorenni che cercavano di raggiungere la costa spagnola.

Ma la situazione è improvvisamente degenerata: colonne di migranti lunghe chilometri si sono riversate verso la doppia barriera di confine alla luce del giorno, riportando Ceuta all’incubo del maggio 2021, quando oltre 8.000 persone attraversarono la frontiera in 48 ore, innescando una grave crisi umanitaria e diplomatica con Rabat.

 

Il bilancio delle vittime è già pesante: nelle ultime 24 ore le unità di controllo di frontiera di Ceuta hanno recuperato i corpi di almeno 18 persone dalle acque, portando a 46 il totale dei migranti morti nell’anno mentre tentavano di raggiungere l’enclave via mare dal Marocco. Secondo la stampa spagnola, se la tendenza dovesse continuare, il bilancio ha già eguagliato le 46 vittime registrate alla fine dello scorso anno.

Di fronte all’escalation, Madrid si prepara a mobilitare l’esercito per far fronte alla situazione, mentre Bruxelles segue l’evoluzione della crisi e assicura il massimo impegno per proteggere le frontiere dell’Unione Europea.

 

Ma è sul piano politico-diplomatico che si apre un nuovo fronte: a Roma, la premier Giorgia Meloni, dopo un confronto con il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, si è detta pronta a valutare la sospensione di Schengen con la Spagna.

“Le immagini che arrivano da Ceuta sono impressionanti e dimostrano, ancora una volta, che l’immigrazione clandestina fuori controllo rappresenta una minaccia concreta per la sicurezza dei confini europei”, ha scritto la premier sui social, sulla stessa linea del ministro degli Esteri Antonio Tajani.

La replica di Madrid è stata immediata: per protesta, il governo spagnolo ha convocato l’ambasciatore d’Italia in Spagna, in un clima di tensione che rischia di aggravare la già delicata partita europea sulla gestione delle frontiere e dei flussi migratori. Se probabilmente il governo spagnolo avesse agito diversamente negli ultimi mesi non si sarebbe sicuramente arrivati a questa situazione rischiosa per interno Continente.

Non è dato sapere quante persone, per il 90% giovani uomini, in questi ultimi giorni sono entrate in Spagna. Soggetti che dal Paese iberico cercheranno di raggiungere altri stati dell’Unione Europea, una situazione che incide non poco anche sul sistema della sicurezza del vecchio continente.

LL

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