Europol ha supportato le forze dell’ordine italiane e brasiliane nello smantellamento di una vasta rete di narcotraffico e riciclaggio di denaro legata alla ‘Ndrangheta italiana. L’operazione, nome in codice ‘EREDITÀ’, ha portato a sette arresti ed è il culmine di un’indagine pluriennale sul traffico di cocaina su larga scala e sul riciclaggio di denaro tra Sud America ed Europa. Questo successo si aggiunge alle precedenti operazioni italiane e brasiliane ‘SAMBA’ e ‘MAFIUSI’, che hanno portato a 28 arresti in entrambi i paesi.Sette arresti durante la giornata di azione coordinata
A seguito dell’indagine, le autorità brasiliane, con il supporto operativo delle forze dell’ordine italiane e di un esperto di Europol, hanno avviato operazioni coordinate culminate in una giornata di azione il 16 settembre 2026 a San Paolo, in Brasile. In seguito a tale operazione, sono state arrestate sette persone di nazionalità italiana e brasiliana, presumibilmente coinvolte nel traffico di droga e nel riciclaggio di denaro. Durante la giornata di azione, gli agenti delle forze dell’ordine hanno perquisito cinque abitazioni e due locali commerciali collegati alla rete criminale. Inoltre, sono stati sequestrati nove immobili, due società e altri beni, e sono stati congelati numerosi conti bancari.
Le forze dell’ordine hanno effettuato perquisizioni domiciliari e sequestrato beni di provenienza illecita, quali immobili, portafogli finanziari e altre ricchezze accumulate illegalmente. Inoltre, sono state raccolte prove fisiche e digitali che aiuteranno gli inquirenti a smantellare ulteriormente i legami strutturali tra i fornitori sudamericani e le reti criminali europee.
Rete criminale transatlantica
L’operazione EREDITÀ ha smantellato una sofisticata rete di traffico di droga su scala industriale, che trasportava tonnellate di cocaina dal Brasile all’Europa tramite merci commerciali. La rete criminale sfruttava infrastrutture marittime strategiche in Brasile, compresi i principali terminal, per nascondere la cocaina all’interno di spedizioni legittime – come ceramiche, legname, sanitari e prodotti alimentari – prima di trasportarla attraverso l’Atlantico verso i principali snodi logistici europei.
La rete criminale era composta da membri della ‘Ndrangheta italiana e da cittadini brasiliani residenti in Brasile. Operando in perfetta sinergia, questa rete manteneva profondi e permanenti legami tra Italia e Brasile attraverso familiari e soci. Sfruttava le rotte commerciali del trasporto merci per movimentare carichi di cocaina di diverse tonnellate, e al contempo si avvaleva del sistema finanziario europeo per riciclare i proventi illeciti.
L’indagine ha inoltre rivelato l’elevato livello di sofisticazione impiegato dall’organizzazione criminale transnazionale, come l’utilizzo di piattaforme crittografate con funzionalità di controspionaggio tecnologico. I sospettati si sono avvalsi anche di intermediari finanziari specializzati in trasferimenti internazionali clandestini di denaro, nonché di meccanismi volti a occultare beni e riciclare i proventi derivanti dal traffico di droga. Le prove indicano che una parte significativa dei profitti generati dalla vendita di cocaina in Europa veniva reinvestita in nuove attività criminali, perpetuando un ciclo continuo di finanziamento delle spedizioni di cocaina dal Sud America all’Europa.
Di fronte alla continua pressione delle forze dell’ordine, la rete ha attuato un processo di successione. I membri della famiglia e i loro affiliati hanno assunto il controllo delle importazioni di cocaina dal Brasile, mantenendo i legami preesistenti con i fornitori, nonché con gli operatori logistici e finanziari. Di conseguenza, la struttura criminale è rimasta operativa riutilizzando le stesse rotte di traffico, gli stessi meccanismi finanziari e la stessa rete di contatti sviluppata nel corso degli anni dai membri della criminalità organizzata italiana arrestati dalle autorità brasiliane già nel 2019.
comunicato stampa Europol