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Borse europee in franata dopo Wall Street, il petrolio arretra

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I listini azionari europei rallentano la marcia nella seconda parte della giornata, risentendo dell’avvio incerto di Wall Street. Chiusura in cauto rialzo per Milano, che riduce i guadagni allo 0,3%, e Francoforte (+0,5%), mentre Londra e Parigi scivolano poco al di sotto della parita. A Wall Street, l’indice Nasdaq registra un contenuto progresso dello 0,1%, a fronte di una flessione di pari entita per il Dow Jones (-0,1%).

 

La flessione dei prezzi del greggio contribuisce ad allentare la pressione sul comparto obbligazionario, pur senza innescare un marcato recupero dei corsi. Le quotazioni del Wti cedono il 2,3% attestandosi a 90,5 dollari al barile, mentre il Brent arretra dell’1,9% a 103,2 dollari. A favorire il ridimensionamento della materia prima contribuisce il parziale ripristino dell’operativita dell’oleodotto saudita Est-Ovest — che consente di approvvigionare i mercati internazionali bypassando lo Stretto di Hormuz — unitamente al mantenimento dei flussi di esportazione dal Golfo Persico tramite rotte navali non tracciate.

Sul fronte del reddito fisso si registra un lieve calo dei rendimenti: il Btp decennale cede un punto base posizionandosi al 4,58%, mentre lo spread rispetto al Bund tedesco si allarga di tre punti base a quota 98. L’attenzione degli operatori rimane focalizzata sulle tensioni geopolitiche in Medio Oriente, nel timore che una prosecuzione delle ostilita tra Stati Uniti e Iran possa alimentare ulteriormente le spinte inflazionistiche, inducendo le banche centrali a un nuovo inasprimento delle politiche monetarie. In tale contesto, indicazioni rilevanti sono attese dalla pubblicazione dell’indice Pce statunitense, indicatore di riferimento per le decisioni di politica monetaria della Federal Reserve.

A Piazza Affari si evidenziano i sostenuti rialzi del comparto tecnologico e della difesa, con Technoprobe (+7,5%), Fincantieri (+5,6%), Avio (+3,9%) e Stm (+3,1%). Di segno opposto la seduta per le telecomunicazioni e i servizi, con Tim in flessione del 2,9% e Poste del 2,7%. Risentono infine del calo del greggio i titoli del settore petrolifero, con Tenaris e Saipem che cedono rispettivamente l’1,6% e l’1,2%.

Al. Co.

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