La Conferenza Episcopale Calabra e la Commissione Regionale per i Problemi Sociali e il Lavoro hanno espresso profonda vicinanza a lavoratori, imprenditori, agricoltori, allevatori, autotrasportatori, pescatori e forestali che in questi giorni stanno attraversando una fase di forte crisi economica.
Le mobilitazioni e i presìdi, che stanno interessando capillarmente l’intera regione — dal Cosentino alla Piana di Gioia Tauro, passando per la Sibaritide, il Crotonese, il Lametino, il Catanzarese, il Vibonese e Rosarno —, nascono dal drastico aumento dei costi energetici, dei carburanti e delle materie prime, fattori che mettono a rischio la tenuta delle imprese, il reddito delle famiglie e la coesione sociale del territorio.
Richiamando il Magistero sociale della Chiesa, i Vescovi, come riportato dal sito ufficiale CEC, hanno ribadito che il lavoro non è una mera variabile economica ma un pilastro di dignità personale e sociale, rivolgendo un accorato appello alle istituzioni di ogni livello affinché intervengano con rapidità ed efficacia per individuare soluzioni strutturali e non solo emergenziali.
Sottolineando la disponibilità a promuovere spazi di ascolto e confronto tra parti sociali, rappresentanze e istituzioni, la Chiesa calabrese ha rimarcato la necessità imperativa che nessuno venga lasciato solo, poiché custodire il lavoro e le attività produttive significa tutelare il futuro dell’intera comunità regionale.
LL