Italcitrus e Monastero: scoprite le differenze - Ilmetropolitano.it

Italcitrus e Monastero: scoprite le differenze

Situazioni simili ma comportamenti diversi

comune di rcdi Fabrizio Pace – Ha destato un certo clamore  la vicenda “Italcitrus” riportata ed amplificata in questi giorni su molte  testate d’informazione, clamore che invece non si è udito o letto per una vicenda del tutto simile, anzi è costata anche molto di più alle casse comunali. La similitudine viene richiamata oggi, molto onestamente, sul quotidiano l’Ora della Calabria resuscitando alla mente di coloro che non hanno buona memoria il caso del “Monastero della Visitazione”  per il quale venne sborsata una cifra quadrupla di quei 2,5 milioni di euro spesi invece per l’acquisto dell’ex- Italacitrus. Era infatti il 21 dicembre 2001, quando Palazzo San Giorgio, guidato dall’allora facente funzioni Demetrio Naccari Carlizzi, pagò intorno ai 10 milioni di euro (all’epoca 18,5 miliardi di vecchie lire) il plesso monastico delle suore di Sales, per capirci quello sito in via Reggio Campi.  Con quei soldi le monache creeranno un monastero sulle colline di Ortì, luogo sicuramente più confacente alle esigenza di preghiere e alla vita “ritirata”.  Il Comune di Reggio Calabria  era invece convinto di acquisire per la collettività un bene prezioso per la memoria storica della città per destinarlo a finalità pubbliche ed istituzionali ritenute più consone all’importanza del luogo e di sottrarlo in tal modo anche ad eventuali iniziative speculative. Si voleva, in base a quanto delibererà il Consiglio Comunale, poterlo utilizzare per fini istituzionali e sociali non aventi carattere imprenditoriale quindi la conseguente iscrizione tra i beni demaniali e patrimoniali indisponibili del Comune. Quest’ultimo per completare il “progetto”  rileverà l’istituto tecnico femminile, i negozi su via Reggio Campi, l’agrumeto limitrofo, il pozzetto, la scalinata e  le abitazioni. Terreni e fabbricati pagati sino a 4 milioni di lire al metro quadro. Oggi però il plesso ecclesiastico non mostra alcuna differenza dallo stato in cui era, nulla è stato fatto di quello che fu programmato. L’impegno venne anche continuato dalle amministrazioni successive che utilizzarono altri 4 milioni di euro per rilanciarlo attraverso la costituzione della “Cittadella della Cultura”, offrendo la possibilità di ospitare musei e archivio storico. La  semplice riflessione all’opportunità di tali scelte la lasciamo ai nostri lettori.

 

 

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About the Author: Fabrizio Pace

Fabrizio Pace is a journalist, editor of www.ilmetropolitano.it.