LA CICOGNA

cicognaNell’aria c’era in arrivo la cicogna. La vicina, che abitava sopra l’osteria di Branca, aspettava un bambino. Tutti dicevano che sarebbe arrivato quel pomeriggio, ragion per cui ci sistemammo sul terrazzo della signora Nata. Da quella postazione avremmo potuto vedere arrivare la cicogna. Aspettammo l’intero pomeriggio, ma nulla, non si vide niente. Era quasi ora di cena, in poco tempo avremmo udito le urla di richiamo delle nostre mamme, quando udimmo il pianto di un bimbo. Come era potuto arrivare se noi non avevamo visto la cicogna. Non poteva essere, dalla nostra visuale non si perdeva un solo angolo della casa. C’era qualcosa di poco convincente. Andammo via, al richiamo della cena, con questa convinzione. Maria Larenza, così la chiamavamo dal nome del marito, appunto Lorenzo, era la nonna del nostro compagno di giochi, appunto, Lorenzo. Il marito passava il tempo a raccontar di avventure della prima guerra mondiale, seduto davanti al salone, assieme a don Mico padre, guardando sempre l’orologio e disputando della precisione svizzera dello stesso. Maria invece girava per il paese a far nascere bambini e pungere culi di ogni età, quando c’era bisogno di qualche cura. Era una donna minuta, ma psicologicamente molto forte, prestava conforto materiale ed anche morale ad ogni ammalato e ad ogni partoriente. La sera della nascita del piccolo vicino, la vedemmo uscire dalla porta di casa, poco prima di scappar via per la cena. Fu per questo che, assieme al nipote Lorenzo, decidemmo di chiederle notizie della cicogna. Andammo a trovarla espressamente. Abitava lungo l’Asparella, in un piccolissimo appartamento, che il padre di Lorenzo, compare Nino, che faceva l’appaltatore, aveva ricavato accanto a casa loro. Era piccolissimo ma molto lindo. Ci confidò che la cicogna era Lei. Aveva portato tutti i bimbi del paese negli ultimi 20 anni. Da quando suo figlio Demetrio, il primogenito, non era più tornato dalla campagna di Russia, aveva deciso di fare la cicogna. Ci confidò che malgrado avesse altri quattro figli, tre vivevano qui ed uno in Belgio, le mancava molto il primogenito e per questo aveva deciso di far nascere tutti i bimbi del paese. Nelle sue parole c’era un filo di tristezza, subito colmato da una sensazione di gioia e di utilità. Che grande donna quella piccolissima Maria a Larenza.

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