Berna, 19 agosto 2026 — Dopo quasi quattro anni di blocco, la Svizzera riprende i trasferimenti verso l’Italia dei richiedenti asilo arrivati dal nostro Paese e per i quali Roma è responsabile dell’esame della domanda. «I primi voli sono stati prenotati», conferma alla televisione svizzera tedesca Magdalena Baker, portavoce della Segreteria di Stato della migrazione (Sem), spiegando che la pratica ricomincerà dalla fine di agosto e che al momento si tratta soltanto di casi isolati.
La ripresa dei trasferimenti avviene nell’ambito del Regolamento di Dublino, che stabilisce quale Paese europeo sia responsabile dell’esame di ciascuna domanda di asilo. La Sem ha concordato con le autorità italiane che la ripresa avvenga in modo graduale: «È nell’interesse della Svizzera che la ripresa sia gestita in modo sostenibile per entrambe le parti, affinché il sistema funzioni in modo duraturo e non venga sovracaricato».
L’Italia ha dichiarato la propria disponibilità a riprendere i trasferimenti nell’ambito del sistema, ponendo una condizione temporale fondamentale: in questa fase, Roma sarebbe disposta a riaccogliere solo i richiedenti asilo arrivati dopo l’entrata in vigore del nuovo Patto europeo sulla migrazione, fissata per il 12 giugno 2026. Non è quindi previsto nell’immediato il rientro di tutte le persone che negli ultimi anni avrebbero dovuto essere trasferite in Italia; il processo sarà graduale e, almeno in una prima fase, limitato a singoli casi.
La sospensione dei trasferimenti era stata decisa nel 2022 dalle autorità elvetiche, che avevano bloccato i rimpatri verso l’Italia citando preoccupazioni per le condizioni di accoglienza e per il sovraccarico del sistema italiano.
La ripresa dei voli segna dunque una normalizzazione dei rapporti tra i due Paesi confinanti in materia migratoria, anche se le autorità di entrambi gli Stati hanno sottolineato la necessità di monitorare attentamente l’implementazione delle nuove procedure per evitare criticità.
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