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L’Europa accelera verso l’autonomia satellitare: IRIS² è la rete spaziale per sicurezza e connettività

Sistema satellitare alternativo a quello di Musk

by Fabrizio Pace
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L’Unione Europea compie un nuovo passo strategico verso l’autonomia tecnologica e la sicurezza delle comunicazioni con IRIS², il programma destinato a realizzare una rete satellitare europea indipendente. L’acronimo, che significa Infrastructure for Resilience, Interconnectivity and Security by Satellite, identifica un’infrastruttura progettata per garantire resilienza, connettività e sicurezza attraverso lo spazio. Il tema è tornato di “moda” dopo gli ultimi accadimenti in Ucraina dove la rete satellitare di Musk funziona non come dovrebbe per intercettare gli attacchi russi.

Il progetto, sviluppato dall’UE negli ultimi anni, punta a offrire connessioni sicure a istituzioni pubbliche, imprese e cittadini, contribuendo al tempo stesso a ridurre il divario digitale nelle aree ancora prive di adeguata copertura, sia in Europa sia in Africa.

 

Uno degli elementi più innovativi dell’iniziativa riguarda la protezione delle comunicazioni. IRIS² utilizzerà infatti tecnologie quantistiche per la cifratura dei dati attraverso l’infrastruttura europea di comunicazione quantistica EuroQCI, con l’obiettivo di elevare gli standard di sicurezza delle trasmissioni.

A inizio agosto la Commissione Europea e il consorzio SpaceRISE hanno raggiunto un accordo per la realizzazione del progetto, che prevede la costituzione di una costellazione composta da 348 satelliti. Di questi, 330 saranno collocati in orbita terrestre bassa e 18 in orbita media. A essi si aggiungeranno ulteriori 66 satelliti destinati in particolare al rafforzamento delle capacità legate alla difesa, alla sicurezza e alla gestione delle emergenze.

Secondo le stime della Commissione, l’infrastruttura consentirà un significativo incremento della capacità disponibile per gli utenti istituzionali, con un aumento del 60% all’interno dell’Unione Europea e del 54% a livello globale.

Nella fase iniziale, l’accesso ai servizi sarà riservato principalmente agli Stati membri, alle forze armate e agli operatori impegnati nella gestione di infrastrutture e servizi critici. Solo successivamente l’utilizzo della rete potrà essere esteso anche agli utenti privati. I più possibilisti danno il 2029 come anno d’entrata in funzione del progetto fortemente trainato dalla Germania.

Infatti nel calendario operativo, i primi satelliti dovrebbero essere lanciati tra 3 anni circa, mentre l’attivazione dei servizi è prevista in modo progressivo tra il 2029 e il 2030. Con IRIS², l’Europa punta così a rafforzare la propria autonomia strategica nello spazio, affiancando alle infrastrutture terrestri una rete satellitare di nuova generazione dedicata alle comunicazioni sicure e alla connettività del futuro.

Fabrizio Pace

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