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Forniture difettose di giubbotti antiproiettile all’Ucraina: sequestri in Francia

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L’acquisto da parte dello Stato ucraino di 67.000 giubbotti antiproiettile rivelatisi difettosi e privi dei requisiti di protezione dichiarati ha fatto scattare una vasta operazione internazionale per frode e riciclaggio. L’intera fornitura, saldata al fornitore tramite un pagamento anticipato del 100%, è risultata da perizie indipendenti di qualità scadente e non conforme agli standard pattuiti per le forze armate.

 

Secondo le ipotesi investigative, nel sistema di frode sarebbe coinvolto un ex funzionario del Ministero della Difesa ucraino, in passato a capo del dipartimento per il supporto materiale. Nel marzo del 2022, l’ex dirigente avrebbe facilitato la stipula del contratto con la società fornitrice ricevendo in cambio un compenso illecito. I proventi tangibili della mazzetta sarebbero stati successivamente reinvestiti, per il tramite di un prestanome, nell’acquisto di immobili di pregio a Nizza, in Francia.

Le indagini e le attività operative sono state coordinate da Eurojust, che ha facilitato la cooperazione giudiziaria tra le autorità ucraine e francesi. L’agenzia europea ha dato seguito a diverse richieste di assistenza giudiziaria reciproca inviate da Kyiv a Parigi, consentendo la perquisizione dei beni immobili sul territorio transalpino e organizzando una giornata di azione congiunta in cui gli investigatori ucraini hanno affiancato i colleghi francesi nell’escussione di sospetti e testimoni.

Nel corso delle operazioni si è proceduto al sequestro cautelare del patrimonio immobiliare e di diversi conti correnti bancari riconducibili ai soggetti indagati. Le inchieste proseguono ora con l’analisi della documentazione e degli elementi probatori acquisiti durante i blitz.

Comunicato stampa

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