Calabria. In arrivo 220 milioni per dissesto idrogeologico

Torna di forte attualità  un argomento che purtroppo nella nostra Calabria è tremendamente palese. Non è notizia di oggi infatti quella che ci vede al “primo posto” nella triste classifica delle regioni italiane con il più alto rischio idrogeologico. A tal proposito, il Presidente della Regione Calabria Giuseppe Scopelliti e l’Assessore alle Infrastrutture ed ai Lavori Pubblici Giuseppe Gentile – informa una nota dell’Ufficio stampa della Giunta regionale – hanno illustrato, nel corso di una conferenza stampa a palazzo Alemanni, l’Accordo di Programma Quadro sottoscritto il 25 novembre 2010 dalla Regione e dal Ministero dell’Ambiente relativo alla “programmazione e finanziamento di interventi urgenti e prioritari per la mitigazione del rischio idrogeologico”.

L’accordo prevede la riduzione del rischio idraulico e di frana sia attraverso la realizzazione di nuove opere, sia con azioni di manutenzione ordinaria e straordinaria. L’importo complessivo del piano degli interventi è pari a 220 milioni di euro di cui 110 milioni attraverso la legge finanziaria 2010 ed ulteriori 110 milioni quale quota di cofinanziamento regionale mediante il Fondo per le Aree Sottoutilizzate 2007-2013, quest’ultimi disponibili non appena il Governo disporrà lo sblocco. L’accordo prevede l’esecuzione, complessivamente, di 185 interventi. Tra questi, 102 relativi a situazioni di rischio frana, 52 per rischio alluvioni e 31 per situazioni che presentano entrambe le tipologie. “Il piano approvato – ha sottolineato il Presidente Scopelliti – comprende le più significative problematiche relative al dissesto idrogeologico del territorio regionale, che assumono aspetti di particolare importanza per i centri urbani e per le infrastrutture viarie. Le situazioni individuate rappresentano casi di assoluta rilevanza regionale e nazionale. Nel corso dell’elaborazione dell’accordo si è registrata una proficua collaborazione tra i soggetti istituzionali, Regione Calabria, Ministero dell’Ambiente e Dipartimento della protezione civile, che ha consentito la sua celere definizione nonostante, a causa dei ripetuti eventi meteorologici che hanno colpito la Calabria nei mesi da settembre a novembre 2010, si sia reso necessario integrare l’elenco degli interventi con situazioni di volta in volta rivelatesi prioritarie”. “Per la definizione dell’elenco definitivo degli interventi, si è fatto riferimento alle segnalazioni, agli esiti dei sopralluoghi ed ai dati in possesso delle competenti strutture regionali, del Dipartimento Nazionale di Protezione Civile e del Ministero dell’Ambiente – ha aggiunto l’assessore Gentile. Sono stati presi in considerazione parametri oggettivi quali il livello di pericolosità e di rischio risultante dalle perimetrazioni del PAI della Autorità di Bacino, il numero degli abitanti a rischio, la tipologia dei beni esposti (scuole e ospedali, centri e nuclei abitati, infrastrutture strategiche, vie di fuga, aree produttive), il livello di progettazione disponibile ed i tempi di realizzazione dell’intervento”. I soggetti responsabili dell’accordo sono, per il Ministero dell’Ambiente, il Direttore Generale per la Tutela del Territorio e delle Risorse Idriche e, per la Regione Calabria, il Direttore Generale del Dipartimento Infrastrutture e Lavori Pubblici, Ing. Giovanni Laganà. “Per accelerare le procedure di attuazione di alcuni degli interventi compresi nell’accordo destinati a far fronte a recenti situazioni emergenziali – ha precisato Laganà – proporremo al Ministero dell’Ambiente ed al Dipartimento della protezione civile l’inserimento degli stessi all’interno dei piani delle Ordinanze 3741/2009, 3862/2010 e dell’Ordinanza in corso di emanazione a seguito della dichiarazione di stato di emergenza per gli eventi alluvionali da settembre a novembre 2010, per poter utilizzare le deroghe previste dalle stesse ordinanze”. A puro titolo esemplificativo, sono compresi nell’accordo, i seguenti interventi urgenti relativi alle situazioni di emergenza verificatesi: nel periodo settembre-novembre 2010
Crotone (fiume Esaro e torrente Papaniciaro); Gioia Tauro (Torrente Budello); Varapodio (località Boscofarone); Paola (corsi d’acqua nell’abitato); Parghelia (corsi d’acqua nell’abitato); Zambrone (corsi d’acqua nell’abitato); Tropea (corsi d’acqua nell’abitato) e Reggio Calabria (fiumare).
Nel periodo settembre 2009 – febbraio 2010
Catanzaro (frazione Ianò); Maierato (centro abitato); Gimigliano (centro abitato; località Cavorà, Lenticchia, Mangani e Tre Arie); Tiriolo (centro abitato – Bivio Pedadace); Vibo Valentia (entro urbano, Via Cancello Rosso, zona Autostello e zona Piscopio); Rogliano (località Fuochi di Balzata); Longobucco (centro abitato – torrente Macrocioli), Mendicino (Contrada Malaugelli – Contrada Merenzata), Acri (località Serricelle) e Crotone (fiume Tacina).

Danilo Santoro

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