Gaza, raid israeliano su zona sicura, sette vittime

Report ONU: esercito viola sistematicamente obbligo tutela civili

(DIRE) Roma, 19 Giu. – Sono almeno sette i civili uccisi nell’attacco che la notte scorsa l’esercito israeliano ha condotto contro il campo profughi di Al-Mawasy, nella parte occidentale di Rafah. L’emittente Al-Jazeera evidenzia che il campo rientra in una delle cosiddette “safe zone”, ossia le zone sicure per i civili indicate dalle autorità militari israeliane.

Stando ancora all’emittente araba, che ha corrispondenti sul terreno, il campo profughi ha subito sia un attacco di artiglieria di terra che un raid aereo, generando vari incendi tra le tende in cui dormivano famiglie di civili fuggiti da ogni parte della Striscia di Gaza. Non è la prima volta che l’esercito israeliano bombarda i campi profughi: il 26 maggio in un raid analogo sono state uccise 46 persone, tra cui diversi bambini, nel campo nord-occidentale di Tal Al-Sultan.

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Come avvertono da tempo gli organismi umanitari, l’area di Rafah, nel sud della Striscia, è diventata dal 7 ottobre il principale punto di raccolta per le famiglie palestinesi in fuga dall’offensiva su larga scala lanciata dalle autorità di Tel Aviv in risposta all’aggressione di Hamas, che aveva ucciso 1200 persone e preso circa 240 ostaggi. A oggi, ammonta a 37.372 il numero dei palestinesi uccisi secondo le autorità sanitarie di Gaza, di cui il 40% bambini.

Dal 6 maggio, l’esercito israeliano ha avviato un’ulteriore offensiva anche su Rafah, inviando anche mezzi pesanti e truppe sul terreno nonostante i ripetuti appelli internazionali alla de-escalation e la risoluzione del Consiglio di sicurezza del 10 giugno che chiede il cessate il fuoco ad entrambe le parti. Sono di ieri le immagini dei roghi del checkpoint che collegava la città all’Egitto, ultimo punto di passaggio per le persone e gli aiuti umanitari verso il Paese arabo.

Lo scorso fine settimana inoltre l’esercito aveva annunciato “pause tattiche umanitarie” a Rafah, suscitando però la contrarietà del primo ministro Benjamin Netanyahu. Nelle ultime ore, l’Alto commissariato per i diritti umani delle Nazioni Unite ha diffuso un report in cui ha esaminato sei attacchi israeliani a Gaza con un alto numero di vittime, stabilendo che l’esercito “potrebbe aver violato sistematicamente i principi di distinzione, proporzionalità e precauzioni nell’attacco”.

L’Alto commissario Onu Volker Turk ha commentato così le conclusioni del rapporto: “L’obbligo di selezionare mezzi e metodi di guerra che evitino o almeno minimizzino in ogni modo danni sui civili sembra essere stato costantemente violato nella campagna di bombardamenti israeliana”. (Alf/Dire) 11:17 19-06-24

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