Questa mattina i mercati delle materie prime hanno registrato un andamento contrastato. L’oro è sceso, mentre il petrolio ha segnato un leggero rialzo. Sul mercato valutario, invece, l’euro si è mantenuto sostanzialmente stabile, con variazioni positive sia rispetto al dollaro sia nei confronti dello yen.
Oro in flessione
Il prezzo dell’oro spot, con consegna immediata, ha perso lo 0,46%, scendendo a 4.323,58 dollari l’oncia. In calo anche il contratto Comex con consegna a dicembre, arretrato dello 0,42% a 4.365,70 dollari.
La debolezza del metallo prezioso arriva dopo una fase di forte crescita delle quotazioni. Tra i fattori che influenzano l’andamento dell’oro ci sono le aspettative sui tassi di interesse statunitensi, il valore del dollaro e la domanda degli investitori in cerca di beni rifugio.
Euro poco mosso
La moneta unica è stata scambiata a 1,1473 dollari, in rialzo dello 0,07%. L’euro ha guadagnato anche nei confronti dello yen, salendo dello 0,14% a quota 180,68.
L’andamento riflette una sostanziale stabilità sui mercati valutari, in attesa di nuovi segnali dalla politica monetaria e dall’evoluzione dello scenario internazionale.
Petrolio in rialzo
Il petrolio ha invece registrato un movimento positivo. Il Wti, riferimento statunitense, con consegna a ottobre, è salito dell’1,40% a 97,12 dollari al barile. Il Brent, benchmark internazionale con consegna a novembre, ha guadagnato l’1,50%, raggiungendo 101,85 dollari.
Il rialzo arriva dopo alcune sedute negative e in un contesto caratterizzato dall’attenzione degli operatori sui flussi energetici e sulle tensioni geopolitiche. Le quotazioni restano sensibili agli sviluppi diplomatici e alla sicurezza delle principali rotte di esportazione del greggio.
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