
foto di Federica Romeo
Ieri da Nonno Andrea è stata una di quelle giornate che difficilmente si dimenticano.
Il Villaggio delle Zucche, con i suoi colori caldi, la campagna circostante e quell’atmosfera magica che solo l’autunno sa regalare, era gremito di famiglie, bambini e tantissimi fan giunti per incontrare un ospite davvero speciale: Raoul Bova.
Vederlo lì, in mezzo alla gente e ai campi di zucche, ha trasmesso un’emozione autentica. Nessun atteggiamento da grande divo né barriere: Bova si è messo a parlare, a raccontarsi e soprattutto a ricordare, rivolgendo il suo primo pensiero profondo alla natura e a suo padre.
L’attore ha ripercorso la propria infanzia vissuta in campagna accanto a una figura paterna che aveva fatto dell’orto una passione Viscerale, coltivando pomodori, zucche e peperoncini e dedicandosi alla preparazione delle conserve con un amore sconfinato per la terra. Un dettaglio ha colpito tutti i presenti: oggi quell’orto continua a vivere proprio grazie a Raoul, che lo coltiva in prima persona. «Venire qui oggi è un po’ come ricordarlo», ha confidato commosso.
Non poteva esserci riflessione più adatta per un evento ospitato da Nonno Andrea, un luogo dove il contatto con la natura non rappresenta un semplice sfondo, ma un’identità viva.
Durante l’incontro si è parlato anche di televisione, della nuova serie “Tutto l’amore che resta” e soprattutto di temi sociali fondamentali come l’inclusione, la disabilità e la necessità di costruire una società capace non soltanto di accettare, ma di ascoltare e accogliere davvero le fragilità, attraverso parole semplici e dirette che sono arrivate al cuore del pubblico.
È stato bello riscoprire l’uomo dietro l’attore, un professionista che ama uscire dai ritmi del set per stringere le mani delle persone e percepire il loro affetto sincero.
Al termine del talk non sono mancati i sorrisi, gli scatti e un’attenzione speciale riservata alle persone con disabilità, che hanno potuto vivere un momento d’incontro dedicato con la massima sensibilità.
Mentre la serata volgeva al termine e il Villaggio delle Zucche tornava alla sua atmosfera festosa, è rimasta nell’aria la sensazione di aver condiviso un pomeriggio speciale, fatto di valori autentici. Raoul Bova se n’è andato lasciando molto più di qualche fotografia: ha regalato la storia di un figlio che custodisce l’eredità paterna e di un artista che cerca nella vita reale le sue ispirazioni migliori.
Federica Romeo

foto di Federica Romeo