La Regione di Mosca è stata bersaglio nella notte di un attacco di dimensioni eccezionali con droni attribuiti all’Ucraina. Il sindaco della capitale Sergej Sobyanin ha riferito che circa 650 velivoli senza pilota si sono diretti verso l’area metropolitana tra le 20.30 di lunedì e le 5 di martedì, in diverse ondate.
Secondo le autorità russe, la maggior parte dei droni sarebbe stata abbattuta a distanza dai sistemi di difesa aerea e 105 sarebbero stati intercettati durante l’avvicinamento a Mosca. Il bilancio ufficiale iniziale parla di sei feriti, mentre non sono stati forniti dettagli definitivi sull’entità dei danni.
Un incendio è divampato nel distretto di Ramenskoe, nei pressi del villaggio di Konstantinovo. Le immagini diffuse sui social mostrano fiamme e una colonna di fumo nell’area del Centro di produzione e distribuzione lineare di Volodarsk, considerato il più grande deposito petrolifero della Regione di Mosca.
Il centro fa capo alla società Transnefteprodukt e svolge un ruolo importante nello stoccaggio e nel trasporto attraverso oleodotti di benzina, carburante per aerei e gasolio. Le autorità russe non hanno confermato ufficialmente che la struttura sia stata colpita, ma analisi di immagini e video geolocalizzati indicano che l’incendio potrebbe essere partito proprio dall’area dell’impianto.
L’attacco viene descritto dai media russi come il più intenso contro la regione della capitale negli ultimi due anni. Kiev non ha rivendicato ufficialmente l’operazione, ma l’episodio si inserisce nella campagna ucraina contro infrastrutture energetiche russe, con l’obiettivo di ridurre le entrate destinate alla guerra e mettere sotto pressione la logistica militare di Mosca.
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