Giorgia Meloni ha depositato all’Ufficio dell’Unione Europea per la proprietà intellettuale, l’Euipo, una registrazione audio di quattro secondi con la frase “Io sono Giorgia Meloni”. L’obiettivo è tutelare il proprio timbro vocale dall’uso non autorizzato per creare cloni vocali e contenuti deepfake con l’intelligenza artificiale.
La domanda riguarda un possibile marchio sonoro ed è stata presentata il 5 ottobre. La pratica risulta ancora “oggetto di esame”: spetterà quindi all’Euipo valutare se il file possieda i requisiti necessari per ottenere la registrazione e la protezione prevista dalla normativa europea.
La tutela richiesta non riguarda la proprietà esclusiva della frase pronunciata né impedisce a chiunque di usare quelle parole. A essere sottoposta a protezione è la specifica combinazione sonora del timbro, delle inflessioni e delle caratteristiche vocali della presidente del Consiglio.
Se la domanda sarà approvata, il deposito potrà offrire uno strumento giuridico aggiuntivo contro contenuti che riproducano la voce della premier senza autorizzazione, attribuendole dichiarazioni, telefonate o messaggi mai realizzati. La protezione di un marchio dell’Unione europea si estenderebbe a tutti i 27 Stati membri.
La scelta arriva mentre la diffusione di strumenti capaci di imitare voci e volti rende più difficile distinguere contenuti autentici da manipolazioni digitali. Per una figura istituzionale, un audio falso potrebbe avere conseguenze politiche, economiche e di sicurezza pubblica. La registrazione non equivale ancora a un marchio riconosciuto. Fino alla conclusione dell’esame dell’Euipo, Meloni non dispone quindi della protezione definitiva richiesta per quel segno vocale.
LL