Il ministro per i Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani ha posto alla Camera la questione di Fiducia sugli articoli 1, 2 e 3 della riforma della legge elettorale, modificati dal Senato nel corso della seconda lettura. Il voto sulle tre fiducie è previsto tra martedì e mercoledì, mentre il voto finale sul provvedimento dovrebbe arrivare giovedì 8 ottobre con scrutinio segreto.
La decisione del governo ha provocato la reazione immediata delle opposizioni. Federico Fornaro, del Partito democratico, ha definito la fiducia “uno schiaffo a questo ramo del Parlamento” e ha accusato la maggioranza di temere la tenuta dei propri gruppi parlamentari.
Per Filiberto Zaratti, di Alleanza Verdi e Sinistra, l’esecutivo avrebbe “paura della democrazia e dei propri parlamentari”. Il Movimento 5 Stelle, attraverso Alfonso Colucci, ha parlato di una democrazia parlamentare “mandata in soffitta”, mentre Riccardo Magi di +Europa ha invitato il governo a fermarsi e a cercare una normativa più equilibrata.
La prima votazione riguarderà l’articolo 1 e si svolgerà con appello nominale dopo le 14 di martedì, a 24 ore dalla richiesta della fiducia. Seguiranno il voto sull’articolo 2 e quello sull’articolo 3. Il calendario prevede inoltre dichiarazioni di voto e il successivo esame degli ordini del giorno prima del voto finale.
Il ricorso alla fiducia riduce i margini per ulteriori modifiche parlamentari e punta a blindare il testo approvato dal governo. La maggioranza deve però dimostrare di mantenere i numeri anche dopo le tensioni emerse durante il precedente passaggio sulla riforma.
LL