L’Italia ha dimostrato una buona capacità di resistere agli shock degli ultimi anni, ma deve rafforzare la crescita di lungo periodo, che secondo le proiezioni Ocse dovrebbe restare in media sotto l’1% annuo nel prossimo decennio. È il quadro emerso dal rapporto Studi economici OCSE: Italia 2026 e dall’aggiornamento delle Prospettive economiche, presentati al CNEL.
Secondo l’Ocse, un pacchetto coordinato di riforme su istituzioni, competenze, cuneo fiscale, regolazione e ricerca potrebbe innalzare il livello del PIL italiano del 3,9% in dieci anni e dell’11,9% in venticinque anni. Nel primo decennio, il contributo maggiore arriverebbe dalla qualità delle istituzioni e dalla riduzione del cuneo fiscale, con un impatto stimato pari all’1,1% ciascuna.
L’organizzazione invita a mantenere lo slancio del PNRR oltre il 2026 e a utilizzare il Piano strutturale di bilancio di medio termine per conciliare la tenuta dei conti pubblici con il sostegno alla crescita e agli investimenti. L’obiettivo è trasformare la resilienza dimostrata dall’Italia in una crescita strutturale più solida.
Tra le previsioni riviste al rialzo figura anche l’Italia, segno di una tenuta migliore rispetto alle attese. L’OCSE sottolinea però che il Paese deve rafforzare la produttività, investire su competenze e ricerca e ridurre gli attriti regolatori per sostenere investimenti e crescita nel lungo periodo.
Ant Ier