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I Grandi Uomini del calcio di una volta

20111129-150013.jpgCi mancate..e ci mancate tanto…di chi stiamo parlando? Dei grandi dirigenti del calcio anni’70 e 80, quelli che sapevamo animare i fuori campo calcistici ma non con sterili polemiche sui banali diritti televisivi o con guerre consumate nei tribunali ed affidate ai giudici. Erano uomini capaci di dare vita a scontri dialettici brillanti e geniali e che sapevamo creare delle rivalità fatte di tanta passione ma sempre rispettando l’avversario senza colpirlo con colpi bassi. Ad, esempio, l’esatto opposto del comportamento di Massimo Moratti che, non essendo in grado di vincere, ha eliminato la concorrenza sfruttando i suoi rapporti con Tronchetti Provera, presidente della telecom. Giocatori pedinati, telefoni dei suoi presenti nemici sotto controlli, tabulati in cui sono stati messi in croce la metà dei dirigenti del calcio italiano dal 2000 al 2006 mentre il santo Moratti faceva esattamente le stesse cose per i quali sono stati condannati i suoi rivali uscendone pulito e prescritto una volta che tutto questo è venuto galla. Il suo predecessore degli anni’80 Ernesto Pellegrini si sarebbe comportato così? Crediamo proprio di no ricordando lo stile e la signorilità di un uomo che sapeva accettare le sconfitte ed il dominio di altre società che si muovevano meglio sul mercato e nello scegliere giocatori ed allenatori. Ed allora il buon Pellegrini ha dovuto sopportare a malincuore lo strapotere della Juventus targata Trapattoni in panchina ma, soprattutto, Boniperti dietro la scrivania. Lo storico presidente bianconero viveva in un’altra dimensione nel senso che sapeva cosa fare per migliorare ogni anno la sua Juve cannibale capace di stradominare sia in Italia che in Europa. e , mentre oggi si festeggia l’ingresso degli americani a Roma, a quei tempi, l’unico in grado di tenere testa al bianconero era proprio il presidente della Roma, quel Dino Viola capace di riportare lo scudetto nella capitali dopo decenni. Le sue battaglie con Boniperti rimasero nella storia come certe sue uscite ma tutte fatte con educazione e con toni sicuramente diversi rispetti a quelli di adesso con i risultato che, alla fine, Viola e Boniperti diventarono amici dato che stiamo parlando di due personaggi dal grande spessore umano. Tutto questo, con i cammei dell’avvocato Gianni Agnelli, un uomo che non si può commentare perché al di sopra di ogni tempo e ogni luogo. Berlusconi nasce alla fine di quell’era, prima di lui c’era Farina, altra figura bizzarra ma senza dubbio caratteristica di quel tempo fatta di gente che sapeva farsi notare senza mai andare nel volgare. Come Corrado Ferlaino, l’uno che regalò MAradona e due scudetti al Napoli e che è ancora considerato un’icona nella città partenopea. E vogliamo parlare di Mantovani? Il patron della Sampdoria è tutt’ora considerato una sorta di secondo padre per tecnici e giocatori che hanno avuto la fortuna di vestire la maglia blucerchiata in quegli anni d’oro in un ciclo terminato purtroppo con la sconfitta di Wembley nella finale di Coppa Campioni. E dove sono i Pontello ed i Cecchi Gori che cercavano di portare in alto la Fiorentina ? Ci mancano tanto queste figure per non parlare dei vari Costantino Rozzi e la sua scaramanzia mentre l’Ascoli faceva grandi cose nella massima serie. E Romeo Anconetani? Scopritore di talenti e vulcanico presidente del Pisa dei miracoli. Scibilia del Pescara, Massimino del Catania, quello che voleva comprare il giocatore “amalgama” e tanti altri indimenticate figure che sicuramente stiamo scordando di citare ma che hanno fatto diventare il nostro campionato il più bello del mondo…purtroppo stiamo parlando di oltre venti anni fa….adesso c’è un gruppo dirigenziale che ha fatto in modo che l’Italia calcistica sia diventata lo zimbello d’Europa quando una volta, c’era la fila per vestire una delle casacche della nostra Serie A. Mitici eroi…ci mancate…

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About the Author: Nadia Fotia