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Crisi Governo-Regioni

by Carlo Viscardi
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“Con il Governo abbiamo siglato in agosto un patto d’onore sulla sanità: se si rompe viene meno il rapporto di fiducia e collaborazione…” Queste la dichiarazione di Sergio Chiamparino, presidente della Conferenza delle Regioni in merito alle voci <fonte “Il Messaggero”> di una richiesta di tagli sulla sanità pari a 3 miliardi di euro ipotesi che trova l’opposizione tanto del ministro Lorenzin quanto delle Regioni, precisando poi: “A inizio agosto abbiamo firmato un patto d’onore col Governo con che ci ha impegnato, entro il 31 dicembre, a scrivere piani di riordino dei servizi sanitari e ha previsto un fondo da 109 miliardi di euro, con un aumento di circa 2 miliardi e mezzo in più l’anno in più per il 2015 e il 2016 per finanziare il servizio sanitario nazionale.

Se si rompe questo patto d’onore si rompe anche il rapporto di fiducia e collaborazione che noi invece vorremmo proseguire”, e cercando di non sbattere le porte con il governo ha scritto una lettera al ministro Lorenzin dove ha chiesto di mantenere le somme e gli impegni pattuiti e chiedendo un confronto.

Fanno “quadrato” attorno il Presidente Chiamparino, prima il Governatore della Regione Campania Stefano Caldoro che dichiara : “Con il Governo abbiamo raggiunto risultati straordinari nella sanità, dando prova di grande responsabilità, a partire dall’intesa sul Patto per la salute, fino a quella sul riparto del Fondo sanitario nazionale.

Ma i patti si rispettano; Nessuno si sottrae alla partita dell’efficientamento ma diversa cosa sono i tagli dopo che erano stati siglati precisi accordi”; e poi il Presidente della Regione Veneto Luca Zaia che avverte : “Provino a tagliare un solo euro alla sanità veneta e mi troveranno personalmente steso di traverso sulla strada che vogliono percorrere di distruzione della sanità in Italia, in particolare dove, come in Veneto, ogni euro risparmiabile è già stato risparmiato senza aspettare i superesperti di turno. Qui da noi ridurre ancora la spesa equivarrebbe inevitabilmente a tagliare l’assistenza agli utenti. Ci pensino bene, prima che possa mettersi in moto una vera rivolta.”

Il presidente Zaia annuncia l’invio di una tabella al Presidente del Consiglio Renzi sottolineando : “talmente chiara che, se solo avrà la bontà di studiarla, gli farà capire i molti perché del nostro totale, secco, immodificabile no.

E ci sia permesso di dubitare seriamente sull’ennesima promessa che i tagli non saranno lineari. Sinora infatti la mannaia è caduta sulla sanità in maniera assolutamente non selettiva, colpendo prima di tutto chi ha già razionalizzata.

Il giochino perfido è finito perché attuare un taglio in certi territori è facile come bere un bicchier d’acqua; farlo qui da noi avrebbe conseguenze facilmente immaginabili: il taglio dei servizi alla gente, perché qui il grasso che cola e gli sprechi li abbiamo eliminati da tempo. Il Governo vuole ridurre la sanità italiana come tante altre nel mondo dove prima di misurarti la pressione ti chiedono la carta di credito e fanno il benefondi? Ci sta riuscendo perfettamente, ma presentando un conto altissimo ai cittadini: la perdita del diritto costituzionale alla salute”.

Quindi al Presidente Renzi non si prospetta un periodo sereno e sapendo che i restanti ministeri “IPOTIZZANO” vari tagli fra cui Il ministero per lo Sviluppo economico dovrà garantire 400 milioni di risparmio su un budget di 13 miliardi di euro. Dalle Infrastrutture dovrebbero arrivare, dai tagli, 400 milioni, dalla Difesa 600, dalla Giustizia tra i 250 e i 300 milioni.

Lo sforzo maggiore arriverà dal ministero dell’Economia: qui il budget tocca i 530 miliardi, anche se molte voci del bilancio sono intoccabili. Ora non resta che attendere le reazioni e del Presidente del Consiglio e della classe politica tutta. (foto d’archivio)

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