Reggio Calabria non tutti gli istituti scolastici hanno attuato le procedure previste dopo il terremoto di questa mattina

Riceviamo e Pubblichiamo

scuola mediaVorrei segnalare, come cittadino, un episodio alquanto gravoso accaduto oggi a seguito del terremoto manifestatosi nella nostra città. Sono venuto a conoscenza che le scuole elementari De Amicis e Frangipane (plesso facente parte dello stesso Istituto Comprensivo) a seguito del verificarsi dell’evento sismico, non hanno provveduto ad attuare le procedure di evacuazione previste ai sensi del D.M. 10 Marzo 1998, facendo permanere i bambini all’interno della scuola e non trasferendoli in un luogo sicuro, riscontrando, non solo l’indifferenza assoluta, ma anche la mancanza di formazione ed informazione del personale scolastico, tale da far continuare l’attività scolastica senza nessuna preoccupazione in merito, sottovalutando una calamità naturale come un terremoto che comporta vibrazioni o oscillazioni improvvise, rapide e più o meno potenti e che può portare in breve a lesioni degli edifici e ad un loro rapido quanto veloce e distruttivo crollo. Confrontandomi con altre situazioni scolastiche ho avuto modo di constatare che altri Istituti hanno con grande responsabilità, preparazione e buona coscienza, applicato tutte le procedure previste ed altri ancora hanno rimandato i ragazzi a casa. Le procedure di sicurezza sono ben definite dalla normative vigente e OBBLIGATORIAMENTE APPLICABILI DA TUTTI I SOGGETTI PREVISTI E NON DI LIBERA INTERPRETAZIONE. Nella fattispecie la legge prevede che le scuole siano dotate di un piano di emergenza, con indicazioni delle varie competenze distribuite tra Presidi, Insegnanti, Bidelli e personale amministrativo e che i ragazzi debbano essere fatti evacuare, secondo le procedure stabilite nel suddetto piano, e trasferiti nel punto di raccolta più sicuro. Mi chiedo se si debba attendere sempre l’evento catastrofico che porta a migliaia di vittime, in questo caso bambini/ragazzi, per sensibilizzare i vari preposti e responsabili a tali applicazioni di norme, che sicuramente non incidono sui bilanci delle scuole (visto che la scusante è sempre il problema dei budget) oppure se è possibile rimediare in modo più ragionevole e saggio davanti a calamità naturali imprevedibili.

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