Sulle tracce dei contatti di Anis Amri in Italia

08.00 – Ecco nella foto (in alto) che si vede Anis Amri, il terrorista tunisino ucciso in una sparatoria a Sesto San Giovanni, che arriva tranquillo nella Stazione Centrale di Milano. L’uomo la mattina del 22 dicembre, ha preso un treno ad alta velocità che dalla stazione di Lione lo ha portato a Chamberry, poi si è fermato anche circa un’ora a Bardonecchia, nel Torinese, prima di prendere un treno regionale per Torino e, dopo aver cambiato di nuovo treno, arrivare nel capoluogo lombardo. Ricordiamo che fermato occasionalemnte da due agenti della Polizia per un controllo ha aperto il fuoco ed è stato freddato. L’ anti terrorismo della Procura di Milano, ha compreso con chiarezza il percorso che Amri ha fatto per arrivare in Italia ed adesso si valutano possibili complicità ricevuto dal tunisino. Inquietante la circostanza rivelata dal Corriere della Sera per cui le autorità di Berlino avevano già avvertito Roma sulla pericolosità dell’uomo al momento del suo primo passaggio dall’Italia. Amri era infatti arrivato nel nostro Paese mimetizzato tra profughi e migranti era stato anche individuato dalle forze dell’ordine in quanto elemento facinoroso (aveva partecipato ad una ribellione in un centro di prima accoglienza) ma era riuscito a far perdere le sue tracce e si era recato in Germania.

 

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About the Author: Fabrizio Pace

Fabrizio Pace è giornalista e direttore del quotidiano d’Approfondimento on line www.IlMetropolitano.it e dell’allegato magazine di tecnologia e scienza www.Youfuture.it.